F1: e alla fine Ricciardo spezzò le ali della Red Bull

Si chiude dopo cinque stagioni il rapporto tra l'australiano e la scuderia guidata da Chris Horner. Ricciardo guiderà la Renault per due anni

di Edoardo Gori
Edoardo Gori
(114 articoli pubblicati)
Ciao ciao Red Bull

 Tanto tuonò che alla fine piovve davvero. Dopo alcune settimane di trattative, che sarebbero dovute culminare con una fumata bianca scontata, Daniel Ricciardo e la Red Bull hanno deciso di dirsi addio al termine di questa stagione, dopo cinque campionati insieme (sette considerando i tempi in Toro Rosso con Vergne), sette vittorie ottenute (per ora) e due terzi posti nella classifica piloti. Troppo distanti le posizioni delle parti: l’australiano, timoroso del cambio di motorizzazione (la Red Bull verrà coadiuvata dalla Honda dopo dieci anni con la Renault) e provato della coabitazione con Max Verstappen, avrebbe voluto firmare per un solo anno (con speranze di approdare nel 2020 o in Ferrari o in Mercedes), mentre Horner partiva dal biennale come opzione minima. Alla fine quello che pareva un accordo praticamente fatto è saltato del tutto: Daniel Ricciardo ha così deciso di lasciare la scuderia che l’ha cresciuto come pilota e ha firmato un biennale con la Renault, dove farà coppia con Nico Huelkenberg.

Basandosi sul presente, la mossa dell’australiano pare quasi scellerata: il team francese ha fatto sì alcuni passi in avanti rispetto a due anni fa, quando fece il suo ritorno ufficiale da scuderia in proprio, ma pare ancora lontano da assicurargli la possibilità di combattere ad armi pari con le altri grandi per il Mondiale. O Ricciardo ha fiducia in un’evoluzione del team, che con lui e Huelkenberg potrà soltanto migliorare, o ha ritenuto semplicemente che non valesse più la pena rimanere ancora a Milton-Keynes, vista la presenza di Verstappen e il salto quasi nel buio con la Honda. Da non escludere poi che covi ancora speranze per entrare in Ferrari o in Mercedes, magari nel 2021 quando insieme al suo pure i contratti di Hamilton e Vettel scadranno.

Di certo c’è che la decisione di Ricciardo ha avviato un domino interessante nel mercato della F1 2019: Horner per sostituirlo dovrà decidere tra Gasly e Sainz, col francese favorito visto il favore di Helmut Marko. Ocon, che pareva già pronto a passare in Renault prima della clamorosa decisione di Ricciardo, è il pilota che rischia di più: se Stroll rilevasse la maggioranza della Force India probabilmente verrebbe appiedato, rimanendo soltanto con l’opzione Williams in vita (team in crisi di prestazioni e sponsor). Sainz, se venisse sopravanzato da Gasly, può sperare nella McLaren se Alonso andasse davvero in IndyCar, mentre Norris sarebbe il primo nome per la Toro Rosso nella lista dei sostituti del francese. Considerando infine che tuttora non è sicura la seconda guida Ferrari (Raikkonen o Leclerc?) il mercato F1 può definirsi davvero un domino che ad ora può svilupparsi in tanti modi e che avrà una sua definizione solo col tempo. Ma almeno la tessera pesante di Daniel Ricciardo è piazzata.

Fonte: l'autore Edoardo Gori

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