Con Peter Sagan si vince anche quando lui perde!

Alejandro Valverde trionfa al mondiale di ciclismo, il campione è finalmente lui

di Luca Sala
Luca Sala
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Valverde si colora dell'iride vincendo meritatamente la prova in linea dei professionisti in Austria.

Sul podio la medaglia al collo gliela infila il tre volte campione uscente Superman Sagan che si era sbilanciato nel pronosticare proprio El Imbatido de Murcia quale certo vincitore nonché suo erede.

Appena l'ho saputo ho puntato almeno 10€ sull'evento puntualmente verificatosi, quindi mi presento volentieri all'incasso!

Bisogna proprio ammettere che dopo sei piazzamenti sul podio era proprio ora che conquistasse la vittoria, in quella che molti se non tutti noi consideravamo la gara della staffa, l'ultimo atto di una carriera infinita quanto piuttosto sfortunata in termini di grandissime vittorie.

Quelle arrivate soprattutto in Belgio tra Freccia-Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi o la Vuelta del 2009 piuttosto che essersi piazzato sul podio di tutti i grandi giri, facevano di lui un grande ma serviva proprio il Mondiale di Innsbruck per consacrarlo grandissimo.

Esserci riuscito alla soglia dei 38/39 anni lo rende quasi un immortale, specie in uno sport logorante che consuma come pochi altri i suoi magnifici interpreti.

Difatti sul gradino più alto quest'oggi la sua immagine era quella di un veterano, direi molto  più vecchio ma proprio per questo ancora più epica.

Mi ha ricordato i grandi del passato, coi lineamenti sfatti,la schiena curva ma lo stesso sguardo assolutamente fiero dei Bartali, Hinault, Anquetil fino al conterraneo El Pistolero Indurain.

Una grande affermazione Insomma, giunta a compendio di una prova maiuscola che l'ha visto controllare da par suo il dipanarsi di una corsa tirata e sicuramente resa estrema da un percorso durissimo.

Gli altri presunti favoriti, da Alaphilippe, Nibali, gli Yates sono via via sostanzialmente spariti a favore del terzetto finale composto appunto dal nostro vincitore insieme all' encomiabile francesino Romain Bardet e all'intruso canadese Wood cui negli ultimissimi km si è accodato  l'eroico quanto impotente Olandese volante Dumoulin giunti rispettivamente nell'ordine sul traguardo finale.

Fonte: l'autore Luca Sala

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