Ciao Pirata, 50 anni dal sapore amaro

Oggi Marco Pantani avrebbe compiuto 50 anni. Ma il Pirata non c'è più, la sua vita si è fermata a soli 34 anni in una vicenda che lascia l'amaro in bocca.

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(111 articoli pubblicati)
Pantani

Ciao Pirata, oggi avrei fatto di tutto per intervistarti, per chiederti come si sta da cinquantenne, per farti una battuta sul Milan e raccontarti di chissà cosa. Non posso farlo, se ti cerco tu non rispondi, se vengo a trovarti tu riposi, non in una spiaggia dorata, ma in un cimitero che tanto parla di te ma che resta un posto in cui le domande non trovano risposte.

Ciao Pirata, oggi sarebbe stata la tua festa, ma resta l'amarezza di non poterti ascoltare, del non poterti chiedere se poi hai perdonato chi ti ha fregato quel 5 giugno del 99, quando hanno deciso di farti fuori perché tu, troppo più grande del tuo sport, davi fastidio.

Quella vergogna che hai provato da chi ti ha etichettato traditore, appena 24 ore dopo un trattamento da eroe, mai sei riuscito a superare. Nei tuoi 34 anni è successo di tutto, scatti, cadute, ascese e discese repentine, braccia al cielo, poi sguardo al cielo e infine il buio.

Non c'è bisogno di elencare i tuoi successi, perché Marco hai ancora il potere di mancare alla gente, a noi tifosi come campione, alla tua famiglia come figlio cui hanno strappato le ali con forza, schiacciato come un moscerino da chi ora si nasconde e non ammette di averti eliminato.

Alpe D'Huez, Mortirolo, Montecampione, Oropa, Ventoux, io conosco queste salite solo perché mi ricollegano a te, mi fanno chiudere gli occhi e sentire la voce "Scaaaatttaaaa Paaaantaniiii", perché in ogni salita tu dovevi scattare, altrimenti che senso aveva guardare il Giro?

Mai più nessuno come te, nonostante le tue vittorie siano state poche (appena 19) ma anche di gran classe, quegli scatti su Tonkov e sull'americano, su Simoni e su chiunque, salvando la faccia del Tour del 1998, quello dello scandalo Festina, con la stessa corsa francese che poi non ti vuole più, quasi fossi il criminale più pericoloso in anni in cui il numero 1 del ciclismo poteva fare ciò che voleva.

Risalire dal buco nero che il ciclismo ti aveva creato è stato impossibile per te Marco, uno sport cui hai dato anche una gamba e che ti ha ringraziato umiliandoti con avvisi di garanzia anche a Natale, in ogni occasione in cui hai tirato fuori la testa dall'acqua te l'hanno ricacciata sotto, perché tu sei stato qualcosa che neanche la bici ha capito, un genio, un capolavoro, un qualcosa di magico.

Ti è mancata la forza che ti dà un messaggio della persona amata che ti scrive "Non aver paura, spacca tutto", o un abbraccio di un tifoso che nonostante tutto dice che è orgoglioso di te. Ti è mancato il sorriso guardando una bici e questo per te è stato troppo, respinto dallo sport che hai amato e fatto amare.

Capolavoro Marco, il buon compleanno te lo scrivo lo stesso, tu che scatti tra Coppi e Bartali, tu che scherzi con Scarponi, tu che coccoli il giovane Casartelli, tu che ci guardi da lassù e noi che abbiamo nostalgia di te da quaggiù.

Ciao Pirata mio, Buon Compleanno!

Pantani
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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