Zlatko Dalic e la Croazia, l’occasione di una vita

Gli ex jugoslavi sono in semifinale mondiale trascinati dalla classe di Modric, dalle parate di Subasic e dal coraggio del suo c.t., da semi-sconosciuto ad eroe

di Simone Sagulo
Simone Sagulo
(6 articoli pubblicati)
Croatia v Denmark Round of 16 - 2018 FIF

Il Mondiale di Russia 2018 è fucina di grandi storie, fonte di ispirazione per qualsiasi romanziere che volesse cimentarsi coi miracoli e con le vie infinite del calcio. La kermesse sovietica, fino a questo momento, ci ha regalato la commovente storia dell'uruguayano Tabarez, la faccia da allenatore hollywoodiano del tenebroso marocchino Renard e i baffi nazionalpopolari del russo Cherchesov, senza dimenticare Sampaoli, Cissè, Hierro e tutti gli altri tecnici che hanno fatto parlare di sè, nel bene e nel male. 

Tra questi, però, è salito alla ribalta uno che probabilmente non doveva nemmeno essere qui, e che invece a suon di lezioni di calcio e rigori da libro "Cuore" ha riportato la Croazia nel gotha del calcio internazionale: stiamo parlando di Zlatko Dalic, il traghettatore che ce l'ha fatta. Classe 1966, caschetto vintage e cuore impavido, Dalic è indubbiamente la sorpresa tra i commissari tecnici del Mondiale, uno di quelli salito un po' per caso sul carro dei vincitori, certamente uno che adesso di scendere da lì non ne vuole sapere. 

Nella sua prima vita da calciatore, Zlatko è un centrocampista dalla discreta carriera, che si consuma principalmente tra le fila dell'Hajduk Spalato (con cui vince una Coppa nazionale) e del Varteks Varadzin, dove negli anni 2000 appenderà le scarpette al chiodo per dedicarsi alla sua seconda vita, quella da allenatore. Comincia proprio lì, al Varteks, poi tra il 2006 e il 2011 viene designato vice-selezionatore della Croazia U21, un incarico federale che non porta sussulti e successi, ma che lo farà apprezzare tra le scrivanie dell'organizzazione biancorossa; il primo trofeo da coach arriva nel 2008 con la Dinamo Tirana in Supercoppa di Albania, poi Dalic si trasferisce in Medio Oriente, e tra pozzi di petrolio e mastodontici grattacieli allena e porta al successo prima l'Al Hilal in Arabia Saudita e poi l'Al Ain negli Emirati Arabi Uniti, dove in tre anni vince tutto: campionato, coppa nazionale e supercoppa. Non solo: il team emiratino si fa strada anche in AFC Champions League, raggiungendo un terzo posto nel 2014 e un secondo posto nel 2016. Non un palmares da cinque stelle, ma Dalic viene notato dai dirigenti della patria Federazione e l'anno successivo ecco che il destino riporta a casa il buon Zlatko. 

Nell'ottobre 2017 la Croazia guidata da Ante Cacic ottiene un deludente pareggio per 1-1 contro la Finlandia nel penultimo turno delle qualificazioni a Russia '18 e con una sola gara da giocare è seconda nel girone alle spalle dell'Islanda e a pari merito con l'Ucraina, che dovrà affrontare tre giorni dopo, in trasferta, nel più drammatico degli spareggi per andare ai playoff. La Federazione è esasperata e Cacic viene cacciato via in favore proprio di Dalic, nominato c.t. ad interim. In tre giorni il neo-tecnico biancorosso deve compiere un autentico miracolo: conoscere una squadra col morale a terra, prepararla alla "corrida" di Kiev e condurla ad una vittoria che potrebbe solo permetterle di guadagnarsi la chance dei playoff continentali. 

Di fronte a 60mila persone, l'Ucraina gioca da favorita, ma una doppietta di Kramaric nel secondo tempo della sfida consegna la vittoria alla Croazia e l'accesso agli spareggi di novembre. Dalic viene riconfermato alla guida dei Vatreni (in croato focosi), il Paese torna a sperare e nel doppio confronto con la Grecia i biancorossi strapazzano gli ellenici 4-1 all'andata e festeggiano sotto il Partenone con un tranquillo 0-0 al ritorno. La Croazia per la quinta volta dal 1991, anno della sua fondazione, partecipa alla fase finale della Coppa del Mondo, ed è solo l'inizio per Dalic e i suoi ragazzi. 

Il resto è storia recente, con il primo posto a punteggio pieno nella prima fase, la lezione di calcio all'Argentina e le due vittorie ai calci di rigore contro Danimarca e Russia. Adesso la semifinale, con l'Inghilterra, che potrebbe portare i biancorossi dove mai erano arrivati: provaci ancora Zlatko, i precari della panchina adesso sono tutti con te. 

Fonte: l'autore Simone Sagulo

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