Zlatan scatena nei tifosi milanisti le vIBRAzioni

Il popolo rossonero è in fermento per l'ormai più che probabile ritorno delle svedese a Milanello, ma riuscirà a essere ancora determinante a 37 anni?

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(102 articoli pubblicati)
AC Milan v Atalanta BC - Serie A

Non vi è dubbio alcuno, che durante le due settimane di stop del campionato di Serie A, tra i tifosi del Milan, non si è parlato di né di Nazionale, né di Mancini, né di Nation League.

E a dirla tutta, neanche il ricorso della società per ridurre da due a una, le giornate di squalifica di Higuain ha catalizzato l'attenzione. L'unico, vero, grande argomento di conversazione è stato il possibile (probabile ormai) ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan. Molti sognano di vederlo accanto, o alle spalle, di Gonzalo Higuain, formando così, almeno sulla carta, una coppia da far drizzare i capelli a tutte le difese avversarie. Ma ci sono alcune domande da porsi, prima di riaccogliere il figliol prodigo. Vediamo insieme quali.

Quale Ibrahimovic dobbiamo aspettarci? 

Pur riconoscendo che Zlatan è stato sempre un atleta impeccabile (mai mancato un allenamento, mai fatto casino per locali, almeno che io ricordi, mai tornato in Svezia e rientrato in ritardo in ritiro), è reduce da un infortunio gravissimo, che lo ha tenuto fermo per circa un anno. L'unico del suo percorso, di questa serietà, ma purtroppo avvenuto in età già avanzata, per un calciatore. Quindi un anno di stop, poi altri due anni di carriera, di cui uno in MLS, non certo un campionato probante per un giocatore del lignaggio dello svedese. E allora? Cominciamo col dire che chi pensa di vederlo in campo tutte le domeniche, per novanta minuti, è meglio che cambi canale, perché non sarà certo questo l'utilizzo che Gattuso farà di Zlatan. 

Più probabili spezzoni di partita, ingressi in corso d'opera, per forzare difese arcigne, o per recuperare uno svantaggio. Certamente avrà anche modo di giocare dall'inizio, ma non credo per più di 50/60 minuti. E sicuramente solo quando al Milan servirà davvero, non certo un Ibra quattro stagioni.

Quale posizione gli sarà destinata in campo?

Aveva circa trent'anni quando lasciò il Barcellona perché Guardiola lo faceva giocare esterno nel tridente di attacco. Quindi, pensare che lo faccia a 37 anni per Gattuso, direi che non è proprio da prendere in considerazione. Le alternative sono due: seconda punta accanto a Higuain, oppure una sorta di regista avanzato, dietro le due punte, presumibilmente Higuain e Cutrone. Uno dei suoi punti di forza era l'incredibile mobilità, liberando così spazi per gli inserimenti dei centrocampisti: giocatori come Nocerino, Boateng o Robinho non hanno mai segnato tanto come quando hanno giocato con Zlatan. Oggi dagli Usa riferiscono che gioca "sulla mattonella", cioè non si muove più molto, comprensibilmente, ma il suo piedone è sempre lo stesso, e se lo lasci tirare, si può starne certi che segnerà, o servirà i compagni a occhi chiusi.

Può destabilizzare lo spogliatoio, o togliere spazio a un giovane in crescita come Cutrone?

E' un rischio, in entrambe le ipotesi. Se da un lato è stato quasi sempre un atleta impeccabile, dal punto di vista umano è invece un personaggio di non semplice gestione. Ibrahimovic tende a catalizzare l'attenzione, il suo egocentrismo è proverbiale. Potrebbe dare di matto dopo un paio di panchine, ma potrebbe anche essere una guida fondamentale per la giovane rosa del Milan. Ricordiamo infatti che, attualmente, solo Gonzalo Higuain può essere considerato un atleta del livello dello svedese dalle parti di Milanello, quindi un giocatore come lui a Gattuso serve come il pane, direi alla pari, in campo come fuori.

Per quanto riguarda Cutrone, deve avere pazienza, perché un po' di spazio Zlatan glielo porterà via di sicuro, ma deve sfruttare l'occasione di averlo a disposizione durante la settimana a Milanello, per stargli il più vicino possibile e imparare, suggere, carpire ogni tipo di segreto dallo svedese, perché questo lo renderà sicuramente un attaccante più forte.

Non resta che aspettare un paio di mesi, prima di accogliere nuovamente Ibrahimovic nel nostro campionato, sperando di abbracciare nuovamente un campione.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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