Walter Zenga riparte da Venezia

L'ex allenatore del Crotone da poco sulla panchina dei veneti ha saputo ridare entusiasmo ai suoi ragazzi e i risultati in campo non hanno tardato ad arrivare

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(30 articoli pubblicati)
AC Chievo Verona v FC Crotone - Serie A

Come noto i Supereroi hanno sempre mille risorse e sono di natura imperituri (eccezion fatta per il testo di alcune canzoni).

Spider-Man italianizzato in Uomo Ragno è certamente uno dei personaggio che ha maggiormente saputo inserirsi nel mondo reale grazie anche ad un lessico pop capace di miscelare aspetti diversi della società.

Se negli anni novanta dicevi Uomo Ragno il pensiero andava diritto a Walter Zenga, visto che il portierone di Inter e Sampdoria con le proprie prodezze era capace di volare tra i pali della porta proprio come l'alter ego di Peter Parker faceva fra i grattacieli americani.

Di tempo da allora ne è trascorso ed il nostro eroe smessi calzoncini e maglietta da gioco è passato ad indossare giacca o tuta da allenatore.

La "seconda vita" calcistica dell'Uomo Ragno non è stata certo semplice né del tutto sostenuta in pieno da quel pizzico di fortuna che non guasta mai. Ciò che invece non è mancato all'ex portiere della nazionale italiana è stata la capacità si sapersi mettere in discussione e di ripartire spesso da zero seguendo traiettorie mai banali. Dall'esordio con i New England Revolution (a fine anni Novanta con il doppio ruolo di allenatore-giocatore) per poi proseguire con il doppio passaggio in Romania con National Bucarest prima e Steaua poi, (con la quale ha vinto il titolo nazionale) la Stella Rossa Belgrado (con la quale vinse campionato e coppa di Serbia), il passaggio in Turchia al Gaziantepspor solo per ricordare gli albori della carriera in panchina. Successivamente Catania vede Zenga profeta in patria ma la successiva avventura a Palermo finirà invece in modo sfortunato e prematuro. Seguirà un periodo vissuto nella periferia - dorata (calcisticamente parlando) degli Emirati Arabi, periodo intervallato dalle brevi esperienze con Sampdoria e Wolverhampton. Il resto è storia recentissima con la missione, solo sfiorata, di garantire al Crotone la permanenza in Serie A e la chiamata a Venezia avvenuta agli inizi di ottobre.

Con i lagunari il bilancio attuale racconta di quattro partite terminate con due pareggi e due vittorie convincenti; la squadra allenata lo scorso anno da Pippo Inzaghi sembra aver ritrovato determinazione e ferocia agonistica che sono poi le qualità principali del Zenga in formato mister.

Il 4-3-3 degli arancio-nero-verdi è un modulo spregiudicato e coraggioso visto anche che la serie B che è da sempre categoria molto atletica dove la ricerca del bel gioco è cosa resa complicata dal grande agonismo e dove la classifica vive per buona parte dell'anno di rapidi capovolgimenti con molte squadre racchiuse in pochi punti.

Giocatori d'esperienza quali Domizzi, Andelkovic, Bentivoglio e Litteri sono la cinghia di trasmissione che va direttamente dalla panchina al campo con Zenga che chiede ai suoi, anche in quest'avventura veneziana, grande spirito d'unione e di sacrificio individuale per la ricerca del bene collettivo.

Zenga è un Generale che sa parlare alle proprie truppe

Come detto però i risultati conseguiti da quando siede in panchina (dalla stagione 1999) non sono stati all'altezza delle aspettative ma questo anche in virtù di un calcio moderno che troppo spesso fa della programmazione mera bandierina da sventolare durante la stagione estiva salvo poi essere riposta alla luce delle prime difficoltà.

Sia dentro che fuori dal campo Walter Zenga è comunque rimasto sempre lo stesso, una persona che sa cogliere nell'importanza di essere in movimento la peculiarità delle proprie azioni perché la leadership è azione, non posizione.

Atalanta BC v UC Sampdoria - Serie A
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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