Vita di un uomo. A lezione di serbo

Sinisa Mihajlovic, lo scorso 13 luglio ha annunciato al mondo del pallone di essere stato colpito da leucemia, attraverso una commovente conferenza stampa.

di Leonardo Torri
Leonardo Torri
(10 articoli pubblicati)
Bologna FC v Parma Calcio - Serie A

Vita, sacrifici, guerra, perdite. Tanto lontani eppure così vicini; Sinisa Mihajlovic e Giuseppe Ungaretti,dal quale prende spunto il titolo di questo articolo. Quel "Vita di un uomo" che accomuna questi due grandi personaggi per la storia, il senso di appartenenza e quella maledetta esistenza che non ha regalato nulla ad entrambi. “Non sono mai stato tanto attaccato alla vita", scriveva il poeta italiano nella sua raccolta, durante la sua esperienza in trincea, e proprio questo è ciò che più è emerso dalla conferenza stampa del tecnico serbo. A volte la vita ti mette di fronte a situazioni spiacevoli, delle quali il più delle volte ti senti così scioccamente lontano ma che in realtà sono sempre dietro l'angolo, pronte a scagliarti su di te. Proprio quello che è successo al mister serbo che si è visto pubblicamente per la prima volta veramente umano. La guerra in Jugoslavia nella sua infanzia, la morte del padre per un cancro, le analisi del sangue ripetute costantemente per tenere tutto sotto controllo... fino all'epilogo del 13 luglio alle ore 16:30:  “Ho la leucemia. Ma queste non sono lacrime di paura. La malattia la rispetto, ma so che la batterò come sempre. Per me, per mia moglie, per la mia famiglia, per tutti quelli che mi vogliono bene, guardando la vita negli occhi”.

Un fulmine, anzi un temporale estivo di quelli forti, che ti cambia i piani della giornata, in questo caso forse della vita. Non lo vorresti mai sentire dalla bocca di un tuo amico, di un famigliare e tanto meno da un Uomo come Sinisa, uno di quei pochi rimasti in un calcio fatto solo di denaro e ancora denaro. Più riascolti la conferenza e più pensi a quanto la vita sia stata benevola con te; poi leggendo i messaggi delle 20 squadre di A, unite come non mai, dei giocatori del Bologna e no capisci che alla fine per essere apprezzati basta essere semplici, un po’ come Miha. Masticare calcio giorno e notte non significa per forza capirne anche perché come è stato detto in tempi non lontani “il calcio è uno sport stupido per persone intelligenti” ma umanamente parlando quello che il mister serbo è riuscito a fare a Bologna in 5 mesi fa capire cosa significhi essere persone competenti nel proprio mestiere ma soprattutto cosa significhi essere quello che si è, senza veli, senza paura . Al Dall'Ara erano anni che la gente non si divertiva così; veder giocare i propri idoli veramente a pallone seguendo un unico motto: attaccare, attaccare e mai mollare. Ecco mollare, verbo sconosciuto in casa Sinisa, forse per la sua infanzia, forse perché per sua stessa ammissione la vita non gli ha mai regalato nulla, ma ieri l'altro quei 22 minuti di conferenza sono stati ascoltati dai tanti sportivi e non in rigoroso silenzio e con grande rispetto davanti a un allenatore che per la prima volta ha forse mostrato il suo lato più umano. 

Tanti giri di parole in questo momento sono e sarebbero superflui ma vorrei concludere con un episodio che ho vissuto in prima persona con il Mister. Ero all'Isokinetic per motivi personali e passando da lì notai Mihajlovic che salutava i fisioterapisti, proprio quelli che si stavano prendendo cura del mio malandato ginocchio. Mi si avvicino e chiese con un sorriso “che hai fatto ragazzo?” Gli diedi le spiegazioni, un po’ sorpreso da come un allenatore di serie A si interessasse a me ma anche felice di quello che stava succedendo. Avrò parlato 2,3 minuti al massimo e per congedarsi mi diede un colpetto sulla spalla dicendo “alla fine di fatica c’è sempre ricompensa, non mollare ora che la luce torna sempre”. Questa volta tocca a me rivolgere queste parole al mister, pronto a rivederlo sulla panchina del Dall’Ara a sbraitare pure contro il raccattapalle.

“Gli uomini vincenti trovano una strada, i perdenti una scusa”.

In bocca al lupo Sergente 

Fonte: l'autore Leonardo Torri

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