Viaggio nel mondo Juve: quando la Signora arrivava settima

Sette anni fa il Milan festeggiava il suo diciottesimo scudetto, l'ultimo ad essere cucito su maglie non bianconere

di Paolo Gavarone
Paolo Gavarone
(23 articoli pubblicati)
Juventus FC

       "Molti anni dopo, alzando al cielo l'ennesimo trofeo Serie A TIM, il Capitano della Juventus si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui lo stesso trofeo era stato sollevato un altro Capitano". Parafrasando Gabriel Garcia Marquez, potrebbe essere questa la sensazione di Gigi Buffon non appena la conquista del settimo scudetto consecutivo diventerà anche aritmetica.

        Sono passati sette anni, ma il ricordo dell'ultima Juventus non vincente, sembra ancora più lontano se la si confronta a quella di questo settennato. Calciopoli e la serie B erano passati già da un po', ma i bianconeri annata 2010 -2011 non erano ancora tornati quelli che erano sempre stati. Il ritorno in A era stato immediato, ma non si era ancora vista la Juve che lotta per vincere, la società decisa nel seguire una rotta, il carattere e la cattiveria della squadra nel momento delle difficoltà. Quella doveva essere una stagione di cambiamento e rilancio dopo campionati anonimi. Il nuovo Direttore Generale Marotta e l'allenatore Delneri, erano entrambi reduci dal miracoloso quarto posto con la Sampdoria l'anno precedente. La campagna acquisti era stata importante. Le premesse per il riscatto c'erano tutte, ma sul campo si tramutarono ancora una volte in delusioni. Col senno di poi, possiamo valutare alcuni degli eventi di questa annata come il primo passo verso i successi degli anni successivi, ma in quel maggio 2011 nemmeno il più ottimista dei bianconeri si sarebbe aspettato di tornare in alto così in fretta.

       Il Milan che vinceva il suo diciottesimo scudetto era lontano quasi 30 punti. I nomi dei campioni, solo per citarne alcuni in ordine sparso, erano: Ibrahimovic, Pato, Boateng, Cassano, Seedorf, Gattuso, Ambrosini, Pirlo, Nesta, Thiago Silva, Seedorf. Mentre i rossoneri festeggiavano, la Juventus si ritrovava relegata al settimo posto, fuori dall'Europa, ancora una volta lontana dalle prime della classe.  Acquisti deludenti, vecchia guardia ormai in fase calante, Marotta e Delneri non all'altezza di un top team... i processi di fine stagione investirono tutti.

       Quello che succederà dalla stagione successiva è ancora sotto gli occhi di tutti, ed il risultato sarà una delle squadre più dominanti della storia del calcio italiano. Il riscatto partì con l'inaugurazione dello Juventus Stadium e non è un caso. La squadra venne affidata all'allenatore che più di ogni altro rappresenta lo spirito Juve, Antonio Conte. Gli acquisti furono mirati e fondamentali, Pirlo e Vidal su tutti. Arrivarono Scudetto, imbattibilità e le premesse per un ciclo vincente. Il resto è la storia che arriva ad oggi. Una squadra che colleziona titoli, che riempie lo stadio, che ha riacquistato una credibilità europea, che ogni anno cambia pedine importanti rimanendo vincente. La più amata e la più odiata. 

Fonte: l'autore Paolo Gavarone

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