Verso la Champions: Juve, errare humanum est, chiudersi in difesa diabolicum

Si possono trovare, a mio avviso, punti in comune tra la sconfitta della Juventus contro l'Atletico e quella dei quarti d'andata l'anno scorso contro il Real

di Andrea Macr
Andrea Macr
(11 articoli pubblicati)
Cr7 da mietitore a traghettatore

I giocatori vanno e vengono, soprattutto nel calcio di oggi, ma l'allenatore impianta la propria filosofia di gioco alla squadra e nonostante il mercato ci sono aspetti che rimangono invariati. Un paragone con la sconfitta in casa dell'Atletico perciò si può trovare con l'andata dei quarti di Champions League dell'anno scorso contro il Real.

Le formazioni di Allegri scendono in campo sempre compatte, lavorando molto più di testa che di fantasia o di cuore, con meccanismi studiati soprattutto in base all'avversario che si trova di fronte (dimostrato dai 2 gol di Mandzukic a Madrid sfruttando le diagonali tardive di Carvajal). All'andata contro il Real Madrid la Juve schierava un 4-4-2 senza Pjanic, aggiungendo quantità e forza a discapito della qualità, e con Alex Sandro esterno alto (scelta difensiva poco redditizia come quella di schierare De sciglio e non Cancelo contro l'Atletico) e dandoci forse una dimostrazione che un'eccessiva tattica soccombe ad estro e atteggiamenti offensivi; quest'anno, la formazione Torinese, probabilmente anche imballata dai carichi di lavoro, si è dimostrata inferiore a livello fisico contro una squadra rocciosa e ben messa in campo come quella del Cholo che ha ricordato esplicitamente che non gli mancano gli attributi e che di questi fa il proprio punto forte.

La possibilità della Juve di passare questo turno dunque deve essere frutto di un'evoluzione della squadra stessa che deve dimostrarsi più fluida a livello di gioco soprattutto per la scarsità di passaggi in verticale (e per questo Allegri ha testato Bernardeschi nel ruolo di interno di centrocampo contro il Bologna, con l'intento dare di dinamismo oltre che tecnica) e dimostrarsi fisicamente più pronta della gara di andata (ed è per questo che il tecnico ha dichiarato che se i tempi tra le due sfide fossero stati più corti, non ci sarebbe stata partita) sperando che l'Atletico, lontano dal Wanda Metropolitano dove chiude il 70% delle partite con un clan sheet, lasci scoperti i suoi talloni d'Achille.

Fonte: l'autore Andrea Macr

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