Verso la Champions: 5 spunti di riflessione lanciati dal Real Madrid

I blancos archiviano la pratica Girona con un tennistico 6-3 che riassume croci e delizie di questa stagione

di Mario Maronati
Mario Maronati
(7 articoli pubblicati)
Cristiano Ronaldo

Cala il poker Cristiano Ronaldo e trascina via dal Bernabeu gli sparuti fantasmi apparsi con l'incornata di Stuani alla mezz'ora che aveva lasciato presagire una notte più complessa del previsto per il Real Madrid. La tiepida serata madrilena ha consegnato alla critica una partita pirotecnica, ricca di gol ed errori individuali dovuti solo in parte alla grande intensità che ha contraddistinto la gara.

CRISTIANO RONALDO

Troppo facile cominciare da lui, i numeri sono tornati consoni al suo rango (19 gol nelle ultime 10 tra Liga e Champions, 22 su 23 in Liga, -3 dal Pichichi Messi), rendono solo in parte il cambio di marcia fatto registrare da gennaio dal fenomeno portoghese e da tutto il Real. La freddezza sotto porta è tornata quella delle scorse stagioni, ma anche la partecipazione alla manovra ha subito netti miglioramenti nelle ultime gare. Lo sguardo non ammette repliche, aprile è in arrivo e con esso le partite che decidono la stagione. Cristiano c'è, come al solito...

BENZEMA

Le cifre restano impietose, la stampa continuerà a scherzare mettendo a confronto difensori poco noti con lo sciagurato centravanti francese che continua a vivere il periodo più difficile della propria carriera sul piano realizzativo. La maglia numero 9 del Real Madrid implica un bottino ben lontano da quello fatto registrare sinora da Benzema, la cui stagione non può però essere giudicata limitandosi ai numeri. Zidane ha di che essere soddisfatto: il Benzema visto stasera ha dimostrato una volta di più una propensione al sacrificio rara per un centravanti di questa caratura. Il contributo sui gol del 2-1, 3-1 e (meno felicemente) 4-1, è di primaria importanza e anche il Bernabeu sembra essersene accorto. Con un CR7 in questo stato, l'apporto realizzativo di Benzema diventa meno rilevante, ma non del tutto accantonabile. Se alle prestazioni seguirà un regolare ritorno al gol, le notti di Madrid diverranno lunghe per qualsiasi avversario.

BALE 

Subentra a partita in corso e il vento comincia a soffiare forte dalle parti di Chamartin. Conferma la netta crescita dell'ultimo periodo, l'infortunio è ormai alle spalle e il suo ritorno consente al Madrid un campionario di variazioni tattiche ancor più temibile per la concorrenza. Il fatto che non sia ancora rientrato stabilmente tra i titolari non va interpretato come una frenata rispetto ai programmi: Bale ha ripreso a galoppare e promette un finale di stagione scintillante. 

ISCO

Discorso diverso per Isco. 7 minuti da tanghero che si trascina mesto per il prato di Madrid. La classe è indiscutibile, il tocco di palla e il guizzo nella giocata catturano l'attenzione anche sul 5-2, ma qualcosa è cambiato. Un anno fa di questi tempi il folletto blanco era l'uomo in più di Zidane, il fuoriclasse capace di spaccare le partite e garantire classe cristallina nella trequarti. Il giocatore visto oggi somiglia a un genio triste, ingabbiato da crude ragioni tattiche. Isco è imprescindibile, la luce garantita dai suoi movimenti è il vero spartiacque di questo finale di stagione. Urge il vero Isco, anche dopo un 6-3.

DIFESA

Unica vera nota stonata della serata. Le distrazioni su palla inattiva cominciano ad essere troppe per una squadra che si appresta a giocarsi la stagione in confronti di 180 minuti dove ogni episodio sarà fondamentale nell'economia della gara. Le tre incornate che hanno reso più aspra la serata di Keylor Navas devono far riflettere Zidane. Se è vero che il Madrid ha costruito i propri successi su una supremazia territoriale e una produzione offensiva tale da limitare le amnesie difensive, è altrettanto doveroso analizzare come le disattenzioni nelle ultime gare siano un campanello d'allarme che non è possibile sottovalutare. La classe di Varane lascia talvolta posto a qualche leggerezza inadatta al livello e il Ramos delle scorse gare è parso meno concentrato rispetto al maestoso centrale che ha guidato la difesa del Real negli ultimi anni. Le grandi vittorie nascono sempre da solide basi.

Fonte: l'autore Mario Maronati

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