Var: “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più…?”

Vanno cambiate le linee guida della moviola in campo: Abisso ha sbagliato perché è un essere umano, e la VAR potrà ridurre ma non eliminare tutti gli errori

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(287 articoli pubblicati)
ACF Fiorentina v FC Internazionale - Ser

"Vuolsi così colà dove si puote e più non dimandare": lo diceva Virgilio, rivolgendosi a Caronte nella Divina Commedia di    Dante Alighieri. So di essere pesante con questo incipit per  spiegare cosa accade nel calcio italiano, le cose che vanno e quelle che non vanno che sono legate all'utilizzo del VAR. I complottisti potrebbero dire che "le immagini televisive usate dagli arbitri" sono usate in modo strumentale per favorire le solite note.

Io non credo ai complotti e da ex arbitro, che ha calcato i campi della serie C italiana  con 17 anni di onorata carriera e che ha rischiato di andare (anche se solo come assistente) nel 2006 in serie A, credo sempre alla buona fede dei miei colleghi. Eppure sono stato  anche io danneggiato da calciopoli, eppure anche io ho visto cose inenarrabili: ma in una cosa credo, la buonafede di quelle che una volta si chiamavano giacchette nere.  Sempre.  Comunque!

L'incredibile errore di Abisso, e i quattro minuti di visione di un video chiaro che avrebbe scagionato D'Ambrosio colpevole di averla presa col petto, non deve però ingannare o fare urlare ai quattro venti il  "crimine" compiuto da questa maledetta casta di arbitri volta a danneggiare chiunque. E' un errore umano, di un uomo abituato per 15 anni a decidere in un secondo e che in almeno 3/4 occasioni era stato salvato dal VAR: un uomo che al centesimo minuto e in piena ansia e debito d'ossigeno ha avuto un abbaglio totale, figlio di uno stress decisionale che l'ha obnubilato. Succede! E' la vita, capita anche ai migliori. 

So che la caccia al direttore di gara, volto a  distruggere la propria squadra del cuore perché opportunamente corrotto da chiunque, è uno sport nazionale e che i complottisti di un certo livello sanno già tutte le risposte. Eppure il VAR, nonostante alcuni paradossi, è stato davvero utile, ha creato il primo vero mondiale senza ingiustizie conclamate. E' una innovazione importante ma deve ovviamente limare le sue linee guida per essere efficace con percentuali vicine al cento per cento.

Perché l'errore umano ci sarà sempre, quello che vede un occhio può essere interpretato diversamente da un anno: il VAR serve solo a limitare l'errore del direttore di gara. Da ex arbitro so benissimo che questa innovazione tecnologica  diminuisce  il potere e l'autostima dell'arbitro, ma soprattutto nelle categorie più importanti e nei tornei internazionale diminuisce gli errori pacchiani che spesso sono accaduti e un errore, anche se grave come quello di  Abisso, deve essere l'eccezione e non la regola.

Sarebbe opportuno anche dare alle società le possibilità, come in altri sport, a richiedere almeno una volta a partita di visionare le immagini per qualsiasi episodio della gara, al resto ci dovrebbe pensare sempre l'addetto al Var anche se bisognerebbe dividere i poteri tra chi sta dietro il monitor e chi sta in campo: stabilire quando a intervenire potrà essere l'addetto, diciamo così, tecnologico e fare in modo che sia lui a prendersi la responsabilità di ciò che ha visto senza inutili perdite di tempo di video di ogni genere rivisti 100 volte. Insomma se per il Var è rigore ed espulsione si chiama l'arbitro in campo e si dice: esegui! Al momento invece è il fischietto in campo a dare l'ultima parola sempre, generando discussioni e problematiche anche tra colleghi.

Dividere e migliorare le funzioni è la strada giusta, perché il VAR in un calcio che corre molto più velocemente rispetto a venti anni fa è assolutamente necessario. E se il povero Abisso ha visto il fondo perché qualcosa non VAR, è solo perché l'uomo può sbagliare e commettere errori deve comunque essere sempre ammesso senza scandalizzarsi. Ma questa è questione di educazione allo sport e al rispetto dei ruoli: un qualcosa che in Italia rappresenta una storia ancora tutta da scrivere. Magari in braille per coloro che proprio non riescono a vedere cose che tutti vedono: permettetemi questa ironica chiosa.

ACF Fiorentina v FC Internazionale - Ser
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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2 COMMENTI

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  1. Ico - 3 settimane

    ma di cosa state parlando?
    “il POVERO ABISSO” …?!
    a leggerlo non so se viene da ridere o da arrabbiarsi da matti. Qui, se proprio volessimo usare la parola “povero”, dovremmo dire “povera Inter” che si è vista rapinare 2 punti sacrosanti da un uomo incapace di assumersi le proprie responsabilità decisionali, dopo aver visionato per SVARIATI minuti (e da tutte le angolazioni) i video dello stop di petto del giocatore; giocatore al quale era appena stato fatto un fallo !
    Il fallo subito tra parentesi rientra proprio tra le funzioni del VAR che, se avessero segnato, sarebbe dovuto intervenire per fare annullare il gol.
    DUE errori nella stessa azione e ci tocca pure leggere “povero abisso” ?
    voglio fare una provocazione: fosse successo ad un medico di sbagliare un intervento in sala operatoria ed essere colpevole dell’uccisione di una persona dovuto ad un errore madornale saremmo così sicuri che questa persona avrebbe continuato ad operare in futuro? certamente no.
    Dovrebbe essere la stessa cosa per Abisso. Saluti.

    1. Jasper - 3 settimane

      Egregio Alan,
      Anche io, come lei, comprendo la difesa d’ufficio che applica a favore delle giacchette nere. Ma così come noi, anche lei è un “tifoso”. Tant’è che sostiene la non malafede dell’arbitro. Vorrei, anzi, vorremmo fosse così davvero. Ma se lei ci crede seriamente, o é un ingenuo oppure un super “tifoso”. Degli arbitri, intendo. Ho giocato a calcio anche io per tantissimi anni e ne ho viste di cotte e di crude. Non è il mio tifo per una squadra che mi porta a pensare alla malafede, ma a decisioni così assurde che vanno bel aldilà dell’errore umano. Quello di Abisso è qualcosa di così assoluto che pensare alla buonafede è, me lo lasci dire, un peccato mortale. Un errore del genere può costare decine e decine di milioni di euro per una squadra e non si può giustificare in alcun modo quella decisione dopo aver visto e stravisto più volte e in ogni angolazione in TV l’episodio. Il problema di Abisso è la sua mediocrità in quanto già 3 volte, per occasioni importanti, nella stessa partita, era stato corretto dal VAR. Il fallo su d’Ambrosio in area interista seguito dal goal della fiorentina era evidentissimo e non gli poteva sfuggire. Se non ci fosse stato il VAR, altro che un errore. Pensi che ancora l’Inter, pur avendo perso contro il Cagliari, sarebbe prima del Milan in classifica, senza quel errore clamoroso. Questo signore non dovrebbe vedere più i campi da calcio se non come spettatore perché se non ha gli attributi per prendere decisioni difronte a tanta evidenza, non può arbitrare. Quello che invece esiste e si vede ogni settimana é la sudditanza. Si ricordi che ogni arbitro è anche un tifoso. E ogni arbitro ha le sue antipatie e simpatie. Da ciò ne scaturiscono decisioni differenti a parità di episodi. Sa come si condizionano le partite? Non c’è bisogno di dare rigori o annullare reti. Basta solo utilizzare un metro di giudizio differente sui falli e il gioco é fatto. E chi ha giocato come me su tanti campi da calcio, sa di cosa parlo. Quando si contrasta un avversario, ci si pensa 2 volte a farlo in modo energico o meno perché un giocatore teme l’ammonizione o l’espulsione. Chi non la teme, al contrario, ci va molto deciso. Basta solo questo a condizionare una partita. Ecco poi dove sorge spesso la malafede degli arbitri. Si vada a guardare come vengono ammoniti i giocatori dell’inter e quelli di altre squadre. Ma attentamente. Né da ex arbitro né da tifoso. Ma da sportivo. Scoprirà cose interessanti. Saluti

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