VAR, l’Italia calcistica si divide

La tecnologia ha risolto molti casi ma non ha placato le polemiche nello Stivale, perché?

di Roberto Avallone
Roberto Avallone
(17 articoli pubblicati)
FC Internazionale v Spal - Serie A

L'introduzione del VAR ad inizio stagione portava con sé alcuni dubbi ma altrettante speranze. "Finalmente niente più moviola nelle trasmissioni tv", "tutto sarà chiaro", "adesso gli arbitri hanno un aiuto concreto", queste erano in soldoni le testimonianze che si raccoglievano in giro per l'Italia . Bene, ma non benissimo.

Con il passare dei mesi, e degli utilizzi, la tecnologia ha portato sempre più nasi a storcersi nonostante i risultati, oggettivamente positivi, raggiunti. I partiti pro-Var e contro-Var, sebbene esistenti fin dal principio, si sono consolidati con il tempo ed ora appaiono più netti che mai. Il primo problema è apparso immediatamente quello del tempo di attesa tra la segnalazione, la revisione dell'episodio e la decisione finale: due, tre, quattro, cinque minuti sembravano un'eternità ma con il susseguirsi delle gare questa imperfezione sembra essere stata limata.
"Abbiate pazienza, è un mezzo sperimentale, dobbiamo abituarci" gridano quelli del pro-VAR che non vedono più un futuro senza tecnologia. Vietato tornare indietro. I risultati sono incoraggianti, lo stesso Nicchi ha dichiarato che "su 900 casi sono stati fatti soltanto 5 errori": ottimo, allora perché da almeno una settimana non si parla altro che di polemiche suscitate da un mancato intervento dell'"occhio super partes"?

La nostra storia è ricca di polemiche seguite ad alcuni errori arbitrali, discussioni ventennali che tuttora incendiano generazioni, anche le recenti che quelle situazioni nemmeno le hanno viste. Siamo un popolo complicato, il calcio è come una religione ed è tangibile come l'"io tifoso" sia spesso prioritario sull'"io persona civile". Accendi la tv, ascolti la radio, leggi sul web e davanti agli occhi si palesa il medesimo scenario. A noi piace polemizzare, proviamo gusto ad additare il prossimo ed accendere gli animi, spesso per risollevare il nostro animo da delusioni o aspettative troppo grandi. Il VAR ha indubbiamente aiutato gli arbitri dal commettere errori correggendoli in tempo reale, i "torti" sono diminuiti sensibilmente e quindi cosa accade? Ci attacchiamo visceralmente a quel singolo accadimento come fossimo in astinenza dall'avvelenarci a vicenda.

Erano dolcemente speranzosi coloro i quali speravano che le polemiche sarebbero definitivamente scomparse dalle nostre menti e dai nostri cuori, in Italia non accadrà mai. Spesso, mi dispiace dirlo, tutto ciò si concentra in maniera massiccia quando, in qualche modo, ne risulta invischiata la Juventus. Il sentimento popolare si scuote e in tv si susseguono addetti ai lavori, teoricamente sopra le parti, che ribaltano dichiarazioni precedenti a proprio uso e consumo o chiedono di sovvertire il Regolamente del Giuoco solo per cavalcare l'eventuale onda di risentimento che un episodio, magari anche dal peso specifico irrisorio, ha provocato.

Sinceramente mi schiero a favore del VAR. Sono convinto che si debba guardare con fermezza agli 895 casi senza errori e non a quei 5 su cui le polemiche fanno leva. Lo strumento non è perfetto, va migliorato ed adeguato al gioco ancora di più ma in cuor mio so che ci saranno sempre settimane come quella scorsa. Ormai si legge di tutto sul web, non mi stupisce più nulla. Ipocrisia, poca credibilità e ignoranza è il trittico più letale e purtroppo in Italia è diffusissimo. Ogni cosa ha un suo lato negativo ma del VAR dobbiamo essere orgogliosi perché con il tempo anche quei famosi 5 casi spariranno. "Adesso con il VAR non si "ruba" più" si ripetevano tutti ad inizio stagione ma adesso leggo, amaramente, anche i "Si è imparato a rubare anche con il VAR", pensiero espresso praticamente senza un senso logicoprove concrete. Non cambieremo mai.

Fonte: l'autore Roberto Avallone

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4 COMMENTI

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  1. angdam_86 - 2 settimane

    Completamente d’accordo.

  2. Calcione - 2 settimane

    Un po’ esagerato forse. È una cosa naturale che ci siano opinioni diverse su un argomento e, magari, a volte non si tratta di polemica ma solo di considerazioni.

  3. antgean619 - 2 settimane

    Siamo il paese delle polemiche, prima si criticava la giacchetta nera, oggi la var, domani le porte grandi ed i palloni piccoli.

    1. Roberto - 2 settimane

      Triste verità.
      Siamo legati alle abitudini e quella di fare polemica ed attaccarci a vicenda è una delle più antiche.

Gazzetta Fan News

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