Una stagione biancoverde: la favola dei Bhoys di Glasgow

Quando il Celtic di Jock Stein era la squadra più forte d'europa

di Giulio Galeone
Giulio Galeone
(4 articoli pubblicati)
Finale Coppa dei Campioni 1967

È il 28 aprile 1965 e il Celtic di Jock Smith sta perdento 5-1 a Dunfermline sul campo degli omonimi chiudendo così un campionato disastroso. Subentrato a Marzo come commissario tecnico del club biancoverde, Smith ha potuto fare ben poco per risollevare la stagione.  Chiamato a sostituire James (Jimmy) McGgory chiude il campionato all'ottava posizione ed il suo posto da allenatore è da subito in bilico. Riesce però a vincere la Scottish Cup, fattore che sicuramente influenzò la decisione di farlo restare sulla panchina del Celtic, contrariamente alle numerose voci che lo vedevano lontano da Glasgow. Continuerà quindi ad allenare  senza sapere che due anni dopo sarebbe entrato nella storia del calcio internazionale. Siamo quindi al maggio del 1967 e il Celtic sembra imbattibile sia in patria che all'estero. Dopo la vittoria contro il Dukla Praga, il 25 maggio approda a Lisbona per la finale di Coppa dei Campioni. Il club "amministrato" da Smith si presenta come vincitore di tutti e tre i titoli nazionali e con 194 gol segnati in stagione, un record assoluto rimanendo comunque la svavorita alla vittoria della massima competizione europea. Infatti l'altra squadra finalista è proprio l'Inter di Alessandro Mazzola che negli ultimi tre anni  ha archiviato due Coppe dei Campioni, nel 1965 contro il Benfica e nel 1964 battendo il Real Madrid.  Ma chi sono questi Bhoys biancoverdi che si stanno giocando la coppa dalle grandi orecchie? Ebbene sono tutti ragazzi scozzesi, ma ancor più curioso è che sono nati nella zona metropolitana di Glasgow. Ambasciatori non solo quindi del calcio scozzese ma rappresentanti "puri" di un'identità cittadina. Tra questi sono tre i personaggi simbolo di questo Celtic

  • Thomas (Tommy) Gemmel, terzino sinistro, ritenuto tutt'oggi tra i migliori calciatori della storia del Celtic. Abilissimo nel fallo tattico al momento giusto e dotato di un tiro molto potente. Inoltre infallibile dagli undici metri tanto che dei suoi 34 rigori calciati in carriera solamente 3 non sono andati a segno.
  • Billy McNeill, difensore centrale, storico capitano ad aver indossato solo la maglia biancoverde per tutta la carriera da calciatore. Forza, carattere e grinta fuori e dentro al campo.
  • Steve Chalmers, punta centrale, capocannoniere della stagione con 36 reti totali stagionali. 

L'Estádio Nacional do Jamor è stracolmo, alcune fonti indicano circa 70.000 spettatori.  Inizia il match e già dopo sette minuti iniziano i festeggiamenti nerazzurriMazzola infatti  dal dischetto spiazza Simpson portando l'Inter avanti per 1-0. Immediatamente il club scozzese inizia a lottare in mezzo al campo, amministrando bene il possesso palla, ma ogni conclusione viene respinta o termina sul fondo. Il "soffertissimo" pareggio arriva quando al minuto 63 l'estremo difensore Sarti non trattiene un tiro dal limite dell'area di rigore e Gemmel di prepotenza riesce a segnare da due passi. C'è molta tensione e nervosismo tra le file dell'Inter che subisce il k.o. definitivo al minuto 84. Chalmers da diciotto metri calcia sotto la traversa ribaltando il risultato e facendo entrare il Celtic nella storia del calcio internazionale. Infatti il club scozzese in quel 25 maggio 1967 diventa non solo il primo club britannico ad alzare la coppa più prestigiosa d'Europa ma il primo club al mondo a realizzare il cosiddetto quadruple (e a realizzare il primo Triplete con una coppa continentale) ovvero la vittoria di quattro competizioni in un'unica stagione. Una partita che corona una stagione memorabile, la più gloriosa della storia del Celtic, tanto da venire ribattezzata come Year of Triumph (anno del trionfo). Infine i Bhoys biancoverdi vengono accolti in patria come i Leoni di Lisbona (Lisbon Lions) per lo sforzo e l'impegno con cui hanno lottato in mezzo al campo.  Invece Jock Smith, il cui posto sulla panchina era a rischio  fino a due anni prima, dopo questa incredibile favola, è  ancora oggi considerato uno dei più importanti allenatori della storia del calcio.

Lisbon Lions
Fonte: l'autore Giulio Galeone

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