Una Joya per gli occhi: quando c’è Dybala la Juve va

Il confronto con lo Young Boys ha fatto capire quanto è importante il numero 10 argentino per i bianconeri

di Manuel Perrino
Manuel Perrino
(2 articoli pubblicati)
Chievo Verona v Juventus - Serie A

Minuto 72: "Young Boys 2-0 Juventus", recita clamorosamente il tabellone. Allegri ha un ultimo cambio a disposizione e si affida a Dybala, nel tentativo di una rimonta disperata, che sostituisce De Sciglio. Una Juve addormentata finalmente si risveglia, è come se entrasse in campo dopo tre quarti di partita, insieme al suo fantasista, il quale riesce a ribaltare le carte in tavola: se non fosse per uno sciagurato fuorigioco di Cristiano Ronaldo, saremmo qui a parlare di un pareggio agguantato in extremis grazie a due capolavori della Joya, capace di fare in 13' ciò che Ronaldo e  Mandzukic, entrambi stranamente non in giornata, non avevano fatto in più di 70' ( in particolare quattro limpide palle gol non concretizzate dal portoghese). Ma questa è solo la punta dell'iceberg: quando Dybala entra, infatti, la Juve inizia a giocare a velocità doppia, soprattutto negli ultimi 25 metri: una squadra lenta, superficiale e quasi inoffensiva si trasforma in una fuoriserie capace di andare gol in due occasioni su due avute dal numero 10. Allegri ha ragione quando definisce Paulo un "tuttocampista": dalla metà campo in su lui sa fare tutto, imposta, rifinisce, finalizza. In una stagione in cui la formazione tipo dispone di tre registi con differenti caratteristiche (Bonucci, Pjanic e, appunto, Dybala), ma dei quali uno, il bosniaco, sembra decisamente involuto rispetto all'anno scorso (non verticalizzazione quasi mai, passaggi spesso superficiali ma soprattutto a volte imprecisi, inaccettabile per un giocatore delle sue capacità tecniche e che gioca in quella zona di campo), e l'altro (Bonucci) non riesce sempre ad incidere nell'impostazione come vorrebbe, ecco che la presenza della Joya si fa indispensabile, una sorta di bombola d'ossigeno per i bianconeri. Con lui il pallone gira molto più veloce, la squadra è più imprevedibile e arriva più spesso al tiro; il livello qualitativo indubbiamente si alza e i due bomber riescono a segnare con più facilità. Per i gol, però (perlomeno in campionato, poiché in Champions ne ha messi 5 in 4 partite più i 18 minuti di mercoledì), ripassare dopo: solo due in questo avvio di campionato, mentre la scorsa stagione era a quota 10 già alla sesta giornata. Nonostante questo aspetto, non c'è dubbio che questa sia, fin adesso, la sua migliore stagione in bianconero, nella quale sta dimostrando finalmente la maturità e la capacità di prendere in mano la squadra come sanno fare i veri fuoriclasse. La partita di Berna ci ha fatto capire una cosa: con o senza Ronaldo, dal punto di vista realizzativo, non cambia molto; con o senza Dybala, dal punto di vista della costruzione del gioco, cambia tutto, nella speranza che l'argentino diventi più concreto sotto porta: quando questo accadrà, allora potrà essere inserito di diritto nella ristretta cerchia dei campionissimi.

Juventus v Bologna FC - Serie A
Fonte: l'autore Manuel Perrino

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