Un popolo di poeti, santi e allenatori

Il naturale distacco iniziale verso Russia 2018 si è ben presto trasformato grazie a un torneo che si fa' sempre più entusiasmante

di Andrea D'amore
Andrea D'amore
(22 articoli pubblicati)
Lavagna allenatore

I Mondiali di Calcio di Russia 2018 sono entrati nel vivo. Dopo l’antipasto offerto dai gironi, siamo finalmente entrati nella fase decisiva del torneo, quella che decreterà la nazionale Campione del Mondo. Eppure diciamocelo francamente: siamo partiti prevenuti. L’iniziale senso di spaesamento dovuto alla mancanza della nostra cara Italia era tale che abbiamo cominciato a seguire le partite di questa rassegna iridata con un senso di distacco, dispensando critiche a giocatori e rappresentative rei di offrire uno spettacolo non sempre all'altezza del nostro palato. Ci è bastato poco, l’entusiasmo ha preso ben presto il sopravvento. Da tifosi ci siamo calati in un ruolo che da sempre ci appartiene: l’allenatore.

Che sia in un campetto di periferia, o seduti sulla panchina di qualche storico club, noi sentiamo che quello è il nostro ruolo. Perché se è pur vero che calciatori si nasce allenatori, con fatica, determinazione e spesso tanto gavetta, lo si può diventare. C’era un tempo nel quale i navigatori italiani erano rinomati per la loro capacità di delineare rotte che nessuno prima di allora aveva percorso, armati di coraggio e spirito di avventura solcavano i mari annotando sui loro diari tanti piccoli numeri rappresentanti le coordinate di luoghi ancora inesplorati. Abbiamo rimpiazzato il diario con un taccuino sul quale appuntiamo il nome di un campione affermato o di una promessa pronta a sbocciare, con la speranza che il primo confermi con forza le aspettative e che la seconda ci faccia gustare esultanti il sapore della scoperta di un nuovo fuoriclasse. Cerchiamo quindi ingegnosamente di trovar loro una posizione in campo dove possano esprimere al meglio il loro potenziale. Ecco allora che i ruoli classici si mescolano per crearne di nuovi più variopinti, e, di conseguenza, le formazioni prendono la forma di figure geometriche o di oggetti che evocano in noi qualcosa di magico.

Spinti da questa passione diventiamo allenatori anche fuori dal campo di gioco, ci sfidiamo in competizione con amici e perfetti sconosciuti al Fantacalcio schierando la nostra formazione ottenuta a suon di milioni virtuali spesi in aste infuocate e interminabili. Stante quindi l’irragionevole assenza della nostra nazionale maggiore di calcio a questo Campionato del Mondo, abbiamo colto subito l’occasione di calarci nel ruolo di cittì di quella o quell'altra rappresentativa. Tante stelle stanno brillando, alcune, forse le più brillanti, si stanno invece lentamente spegnendo. Forse la colpa è di qualche sedicente "maestro" incapace di dare un gioco alla sua squadra o di metterla al servizio del campione di turno, ai posteri l’ardua sentenza. Alla fine al termine di una competizione così lunga e articolata di solito vince la squadra meglio organizzata, una regola che sta trovando conferma anche in questa occasione. Intanto io ho già prenotato la destinazione delle mie vacanze estive, fra una decina di giorni potrei trovarmi a festeggiare tra le strade di qualche meta balneare in mezzo a tifosi sventolanti una bandiera a scacchi.  Sono curioso di vedere come andrà a finire.

Fonte: l'autore Andrea D'amore

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.