Un nuovo viaggio fra i colori del nostro calcio

L’origine delle maglie delle nostre squadre del cuore [seconda parte]

di Marco Fiammetta
Marco Fiammetta
(85 articoli pubblicati)
Sampdoria

Nel calcio, più che negli altri sport, una squadra e i propri tifosi si identificano nei colori della propria maglia. Dietro a questi colori, spesso, si nasconde una storia. Continuiamo il nostro viaggio fra i colori del nostro calcio.

La vicinanza fra Bergamo e Milano può far credere che la divisa dell’Atalanta si sia ispirata a quella dell’Inter, ma la realtà è ben diversa. Originariamente, infatti, la maglia dell’Atalanta era a strisce bianche e nere. Quando, nel 1920, si decise la fusione con la Bergamasca (che indossava una divisa a strisce bianche e azzurre), per i colori della neonata Atalanta Bergamasca si decise di escludere il bianco in comune: le strisce divennero nere e azzurre.

I colori della  Bergamasca ci portano a Ferrara. La Società Polisportiva Ars et Labor, conosciuta come SPAL, fu fondata da un sacerdote salesiano che, per i colori della divisa, si ispirò al bianco e all’azzurro presenti nello stemma dell’ordine dei salesiani di San Giovanni Bosco. 

Dal biancazzurro della SPAL all’azzurro del Napoli che nacque nel 1926 dalla fusione fra l’Internazionale (che giocava in azzurro) ed il Naples (che aveva una divisa a strisce celesti e azzurre, che rappresentavano il cielo e il mare): per le maglie si scelse il colore comune ad entrambe. L’altra squadra campana della nostra Serie A, il Benevento, decise, sin da subito, di vestirsi di giallo e di rosso facendo propri i colori della città.

Il giallorosso ci porta alla Roma che nacque (nel 1927) dalla fusione fra Alba, Fortitudo e Roman. Per la maglia si mantennero il giallo ed il rosso del Roman, ispirati dallo stemma cittadino. Per i propri colori, invece, la Lazio (fondata già nel 1900) si ispirò agli ideali olimpici ed, in particolare, alla bandiera della Grecia. La prima maglia da gioco era bianca con la scritta Lazio in celeste. Successivamente si optò per una divisa a scacchi biancocelesti.

I colori della Lazio ci portano a Verona. Il Chievo, infatti, dopo un’iniziale divisa biancoblù (1928), optò per una maglia biancoceleste (1930), finché, a metà degli anni cinquanta, si decise di vestire i colori della città: il giallo ed il blu. Scelta che la prima squadra cittadina, l’Hellas, aveva già fatto fin dalla propria fondazione (1903).

Una delle maglie più originali del nostro calcio è quella blucerchiata della Sampdoria che nacque, nel 1946, dalla fusione fra Sampierdarenese (e la sua maglia biancorossonera) e Andrea Doria (biancoblù). Per la divisa si pensò di usare tutti i colori delle due squadre: la nuova maglia sarebbe stata blu con una fascia orizzontale biancorossonera sul petto e con, al centro, la croce di San Giorgio (stemma della repubblica marinara di Genova).

Come la Sampdoria, anche la Fiorentina (nel 1926) nacque da una fusione: quella fra il Club Sportivo Firenze (che indossava una divisa rossa) e la Palestra Ginnastica Libertas (che vestiva il bianco): la maglia biancorossa adottata inizialmente fu la logica conseguenza. Ma, nel 1928, un incontro amichevole disputato contro gli ungheresi dell’Ujpest (e la loro originale maglia viola) diede l’ispirazione per cambiare, definitivamente, colore.

Concludiamo questo secondo viaggio fra i colori del nostro calcio dalla città nella quale avevamo iniziato il primo: Torino. Nel 1906, dalla fusione di tre squadre cittadine, nacque il Torino Football Club. Per la maglia si scelse il nero e l’arancione di una delle squadre originarie. Col passare del tempo (e dei lavaggi) l’arancione divenne simile al giallo e la divisa sembrò ricordare sempre più i colori degli Asburgo. Si decise, quindi, di scegliere una colorazione alternativa e, bocciata quella di associare ad una squadra di club l’azzurro dei Savoia, si optò per il colore dei fazzoletti della Brigata Savoia: il granata. E l’azzurro dei Savoia sarebbe poi diventato il colore della nostra squadra più amata: la nazionale!  

Dello stesso autore: un viaggio fra i colori del nostro calcio - http://gazzettafannews.it/calcio/un-viaggio-fra-colori-del-nostro-calcio/

Fonte: l'autore Marco Fiammetta

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3 COMMENTI

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  1. fiammmarco - 3 anni

    Se ti è piaciuto l’articolo, puoi leggere la prima parte qui: http://gazzettafannews.it/calcio/un-viaggio-fra-colori-del-nostro-calcio/

    mentre la terza parte la puoi trovare qui: http://gazzettafannews.it/calcio/prosegue-il-viaggio-fra-colori-del-nostro-calcio/

  2. Max Cerbai - 3 anni

    Per quanto riguarda il colore della maglia della Fiorentina,devo precisare che il suo colore attuale (viola) lo deve all’errore in fase di lavaggio della maglia biancorossa che dette giù il colore e mescolandosi con altri colori del lavaggio,prese un colore simile al viola.
    E da allora siccome piacque lo adottarono ufficialmente.

    1. fiammmarco - 3 anni

      Ciao Max. Anch’io, inizialmente, sapevo che il viola della maglia della Fiorentina era frutto di un lavaggio sbagliato (in un fiume, in questo caso) finché non ho trovato notizie diverse, che ho reputato attendibili. Secondo queste fonti la scelta del colore è da attribuire a Luigi Ridolfi (fondatore dell’AC Fiorentina, nel 1926) dopo un’amichevole del 1928 contro l’Ujpest TE di Budapest.
      Ti ringrazio per il commento e, se non lo hai già fatto, ti invito a leggere “un viaggio fra i colori del nostro calcio” cliccando sul link che trovi in fondo a questo articolo e, se ne hai, a scrivere (in un nuovo commento) informazioni sulle origini delle maglie di squadre che non ho trattato in questi due articoli come spunto per la terza parte. Grazie, Marco

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