Un mondiale di stelle… cadenti

Fuori dalle semifinali molti campioni illustri o presunti tali, tanto attesi in questo mondiale russo. Proviamo a capirne il perché.

di Jacopo Sansuini
Jacopo Sansuini
(17 articoli pubblicati)
Neymar Ronaldo e Messi nessuno dei tre a

Siamo ancora nel vivo di questa Coppa del Mondo è molti hanno già ribattezzato questo mondiale come uno dei più "anomali" della storia. Per il freddo russo? Macché! Per il debutto della Var? Assolutamente no. Si parla di un mondiale anomalo perché il tabellone ha iniziato a mietere vittime sin dalle primissime fasi della competizione. Vittime illustri, sulle quali spicca ovviamente la Germania, clamorosamente uscita dal proprio girone dopo la paradossale sconfitta contro la Corea. La Germania campione del Mondo in carica, imbottita di campioni come Ozil, Neur, Boateng, Kroos, uscita a testa bassa già al primo turno. E chi l'avrebbe mai detto o pronosticato. I tedeschi comunque si consolano col fatto di non essere gli unici, tra il pool delle favorite ad uscire presto, anzi prestissimo da Russia 2018. Già perché poco più tardi anche Spagna, Argentina, Portogallo ed ultima in ordine di tempo il Brasile, squadre imbottite di campioni, si sono dovute arrendere alle legge del campo. Ma come mai questa debacle? I vari Messi, Ronaldo, Neymar, erano le stelle principali di questo mondiale, destinati a fare grandi cose ed illuminare le notti dell' estate russa. Ma negli accoppiamenti delle semifinali neanche l'ombra, nessuno di questi fuoriclasse è ancora in gioco per alzare la coppa più bella e prestigiosa del Mondo. La risposta forse è più semplice di quanto si pensi. Già perché forse l'errore di molti sta a monte. Sta nel mettere le potenzialità di un fuoriclasse davanti alla squadra stessa per la quale e nella quale gioca. Che siano essi Ronaldo, Messi o Neymar, con il brasiliano ancora molto staccato rispetto ai primi due. Nessun giocatore ha mai vinto una coppa del Mondo da solo. Pelè nel 1958 forse? Beh proprio solo solo non giocava. Garrincha, Didì, Viva, Zagallo, Zito e il capitano Bellini erano molto più che semplici gregari. 

Maradona nel 1986? El pide de oro in quella rassegna mondiale, giocata da semidio del calcio, poteva però contare anche sul contributo di giocatori di livello mondiale come Batista, Valdano, Burrichaga, Passarella e Borghi.  

Neanche Maradona e Pelé quindi, giusto per citare i due più forti della storia, hanno vinto la coppa del Mondo da soli. Attorno avevano sempre una squadra ed un collettivo che gli permetteva di esprimere al meglio le loro potenzialità. E tramite il gruppo ed il gioco di squadra che si vince al gioco del calcio. Poi è chiaro, i fuoriclasse sono quelli che molte volte fanno pendere l'ago della bilancia da una o dall'altra parte. Ma mai nessuno può o potrà pensare di caricarsi sulle spalle una nazionale ed issarsi sul tetto del mondo da solo.

Infine, dopo questa considerazione  va aggiunto anche il fatto che ormai ai giorni d'oggi non esistono più nazionali materasso, che arrivano ai mondiali senza speranze e con poche velleità. Il calcio ormai è globale. La tattica e la tecnica stanno diventando un qualcosa di universale e non solo per pochi. Ogni partita di un mondiale, lo abbiamo visto proprio in queste settimane, non ha nulla di scontato. Anzi come è successo in questa coppa del Mondo ogni match è incerto, come una roulette... russa. 

Fonte: l'autore Jacopo Sansuini

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