Un mondiale di stelle cadenti lascia spazio a storie vere

La forza di un gruppo unito brilla più di una stella

di Mino Deiaco
Mino Deiaco
(55 articoli pubblicati)
Serbia v Brazil Group E - 2018 FIFA Worl

Non è stato il mondiale di Lionel Messi.Non è stato il mondiale di Cristiano Ronaldo.Non quello di Neymar. Non è stato il mondiale di Spagna e Germania, Brasile e Argentina,  tantomeno dell'Italia. È un mondiale in cui i "grandi", le "grandi", stanno lasciando spazio alle storie, alle imprese.

Ci vengono in mente i vari Halldorsson, il portiere videomaker che parò il rigore a Messi, Granquist difensore rigorista di una Svezia che dopo aver estromesso Olanda e Italia nelle qualificazioni, si prendeva lo scaltro della Germania campione del Mondo. 

Poi pensiamo a squadre come Iran e Marocco le cui rose sono composte da giocatori quasi sconosciuti ma capaci di mettere in difficoltà squadre come Portogallo e Spagna. O la Corea del Sud che gioca da eliminata contro la Germania ma compie un'impresa che rimarrà nella storia del calcio. Poi da sottolineare lo spirito messo in campo dai padroni di casa della Russia. In pochi pensavano che dopo aver passato il girone potevano continuare la loro avventura e invece spinti dal pubblico e da una forza di gruppo non pari in questa competizione prima eliminano gli Spagnoli e pi sfiorano l'impresa contro la Croazia arrendendosi solo ai rigori, 

Infine, forse la storia più bella, quella dell'Uruguay del maestro Tabarez. Una squadra certo con individualità importanti come Cavani e Suarez ma che si contraddistingue soprattutto per la garra del suo allenatore.

 Un signore di 71 anni, colpito da una neuropatia periferica che gli impedisce progressivamente l'uso degli arti. Si è caricato sulle spalle un gruppo, una squadra, un popolo intero. Oscar Tabarez ha patito e urlato per il suo Uruguay appoggiato ad una stampella. mettendoci passione, dedizione Oscar Tabarez si è dimenticato di essere malato, ma non si è dimenticato del suo Uruguay. 

Questi personaggi ci fanno capire come il calcio sia da sempre uno sport di squadra, dove i grandi giocatori sono certamente importanti, ma se non sono inseriti in un gruppo unito difficilmente possono fare la differenza. 

Il calcio non sta cambiando, è l'opinione pubblica che spesso sposta l'attenzione sulle stelle del calcio, facendo dimenticare ai più che invece si gioca in 11, si lotta in 11. si soffre in 11 e si vince in 11. 

Ma lotta, sudore, sacrificio sono temi e termini che non attirano facili attenzioni, le nuove generazioni spesso hanno bisogno di essere abbagliati da stelle luminose. Ma siamo sempre sicuri che brillano di luce propria?

Fonte: l'autore Mino Deiaco

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