Un grande Ilicic trascina l’Atalanta: il Bologna va ko

Lo sloveno entra nel secondo tempo e serve l'assist a De Roon per il gol che decide il match

di Marcello Lavetti
Marcello Lavetti
(86 articoli pubblicati)
Bologna FC v Atalanta BC - Serie A

La corsa prosegue. Era un test decisivo per verificare le rinnovate ambizioni europee dell'Atalanta, che senza più le coppe passano obbligatoriamente dalla serie A. Missione compiuta. Dopo una ventina di minuti in cui il Bologna sembrava padrone delle operazioni, la squadra di Gasperini ha ripreso a macinare gioco ed ha praticamente annichilito i felsinei a casa loro. Solo l’atavica mancanza di concretezza in zona gol ha evitato che la partita finisse con un risultato più severo per i rossoblù. Mvp, ancora una volta, il danzatore magico sloveno, al secolo Josip Ilicic. Ha giocato solo la mezz’ora finale di partita, gli è bastato per devastare la metà campo del Bologna e regalare a De Roon la rifinitura per la rete decisiva.

Falsa pista. Donadoni schiera i suoi con un 3-5-2, che si specchia con quello di Gasp non solo nella disposizione in campo, ma anche nell’atteggiamento. Alti e aggressivi, i bolognesi sorprendono l’Atalanta con le sue stesse armi, trascinati da un Verdi in gran spolvero che mette in difficoltà i bergamaschi con il suo continuo movimento tra le linee. Peccato che i lanci e le punizioni del fantasista di casa finiscano sprecate a causa di un partner inadeguato, l’innocuo armadio Avenatti, e da compagni che non ne assecondano con efficacia l’estro. Così, dopo aver passato indenne la buriana dei primi minuti, l’Atalanta capisce che è ora di fare sul serio e riprende il comando delle operazioni. Gomez sciupa incredibilmente un contropiede, passando la palla invece di concludere a rete, poi angola troppo una bella palla ricevuta da Cristante. Il Bologna si fa vedere solo con Verdi e qualche sporadica incursione di Donsah

Due come loro. Poca roba contro una retroguardia attenta, ben supportata dall’ottimo lavoro difensivo degli esterni. Castagne è implacabile negli anticipi e puntuale nelle ripartenze, davvero una bella prestazione quella del giovane difensore belga. Sulla corsia di sinistra Spinazzola si beve Di Francesco, che dopo aver sofferto per quasi un’ora lascia il posto a Krafth. Spina gioca la miglior partita della stagione, immarcabile nelle avanzate e sempre attento in copertura. Da applausi lo slalom che mette a sedere l’intera retroguardia rossoblù, peccato l’imprecisione sul tiro. Se imparerà ad essere efficace anche nelle realizzazioni, davvero il futuro sposo juventino diventerà uno dei migliori in Europa nel ruolo.  

Ecco il fenomeno. Quando Ilicic sostituisce lo sciagurato Papu, ormai da psicanalisi per i cronici errori al momento di segnare, la partita ha già preso la piega del dominio nerazzurro. Manca però la dinamo in grado di accendere le luci nell’area rossoblù, e proprio questo fa lo sloveno. Parte da sinistra e mette in mostra ogni trucco di un repertorio che comprende finte, tunnel e assist no-look. Masina ed il duo di centrali Romagnoli-De Maio non sanno che pesci pigliare, solo un grande Mirante si oppone più volte ma nulla può contro il destro preciso di De Roon dal limite dell’area. Assist di... beh lo avete capito.

L’Olandese raggiante. Tra i vari giocatori rivitalizzati o scoperti da Gasperini, Marteen De Ron era l’unico fuori dalla lista. Pagato quasi quindici milioni, per qualche mese ha disputato una stagione dignitosissima ma comunque all’ombra dei due compari in mediana, Freuler e Cristante. Poi, da un mese a questa parte, l’intuizione di Gasp di avanzarne il raggio d’azione. Il rendimento dell’olandese ha cominciato a lievitare, fino alla convocazione in Nazionale assieme ad Hateboer (anche qui grazie Giampiero). Una nuova risorsa in zona gol quantomeno opportuna, almeno finché Gomez o uno dei marcantoni là davanti non daranno segni di risveglio. 

Bologna la rotta. Donadoni ha ammesso la superiorità atalantina del dopopartita, resta da capire però come intende risolvere il problema di un attacco in cui Verdi è troppo solo, e di cui non può essere l’unico motore. Urge ritrovare il miglior Destro, impalpabile nei venti minuti in cui è stato schierato.

Fonte: l'autore Marcello Lavetti

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