Un futuro a tinte rossonere per Di Biagio e la Nazionale?

La speranza per l'attuale commissario tecnico è che, da semplice traghettatore, come poteva sembrare Gattuso, possa diventare il punto di partenza per il futuro

di Nicola Bianchin
Nicola Bianchin
(11 articoli pubblicati)
Commissario tecnico

I tifosi rossoneri possono stare tranquilli: nessun cambio di allenatore in vista, perché la panchina di Gattuso, grazie ai risultati, non è mai stata così salda, non solo oggi ma anche per il futuro. E' lo stessa parabola che si augura di disegnare Gigi Di Biagio: avere un'opportunità per dimostrare le proprie capacità e su queste guadagnarsi la riconferma. E' in questo, insomma, che l'attuale ct si augura un futuro, per certi versi, con sembianze rossonere. Dal canto suo, l'ex selezionatore dell'under 21, dimostra di crederci: in nessuna sua dichiarazione trapela la rassegnazione ad un incarico a termine. In più ha la stessa umiltà mescolata all'entusiasmo che hanno permesso all'altro ex centrocampista azzurro, Gattuso, di consolidarsi sulla panchina del Milan.

Tante altre, poi, le similitudini con la situazione vissuta dal tecnico della rinascita milanista: riportare l'entusiasmo intorno ad un ambiente, in questo caso quello azzurro, mai così depresso dopo il fallimento mondiale. Il tutto potendo farsi forza della profonda conoscenza dell'ambiente stesso: prima da giocatore e, negli ultimi anni, da guida delle nazionali giovanili. Anche qui, il recente percorso con i giovani, lo accumuna a Gattuso: quest'ultimo dalla primavera rossonera non ha portato solo la freschezza delle idee ma soprattutto il coraggio di credere nei giovani: le prove di questo sono la ritrovata serenità di Donnarumma, la rinascita di Romagnoli e Calabria e l'esplosione di Cutrone.

Allo stesso modo Di Biagio, come ha dichiarato lui stesso, conosce molto bene i giovani che andranno a comporre il prossimo gruppo azzurro, avendoli guidati nell'Under 21, e questo può senz'altro rappresentare un grande vantaggio. In tutto questo, però, anche gli attuali vertici della FIGC devono un po' trarre ispirazione dalle vicende rossonere, dimostrandosi dirigenti in grado di valorizzare il potenziale tecnico che possiede già la compagine azzurra: a partire dalla guida tecnica, Di Biagio, cresciuto come allenatore proprio grazie alle esperienze federali, e dal parco giocatori, molti dei quali impegnati proprio in questi giorni a Coverciano. Certo, per fare questo ci vogliono coraggio e idee chiare. Di Biagio pare averle entrambe e allora perché non puntare proprio su di lui?

La stessa Nazionale, infine, per ritornare su disquisizioni cromatiche, potrebbe proprio ripartire  nascondendo sotto l'azzurro, dopo la Svezia per la verità un po' sbiadito, le tonalità rossonere. I già citati Donnarumma, Romagnoli, Calabria e Cutrone potrebbero già rappresentare una buona spina dorsale di quella nazionale che tutti si augurano di rivedere presto tornare a lottare nelle competizioni più importanti perché le notti magiche e il cielo azzurro sopra Berlino appaiono ricordi già malinconicamente troppo lontani. Allora, mai come in questo caso risulta azzeccato il più ritrito degli slogan: largo ai giovani e, aggiungeremo, anche se sono allenatori.  

Fonte: l'autore Nicola Bianchin

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