Un centrocampista completo, in tutti i Sensi

L'ex Sassuolo si sta confermando pedina fondamentale per lo scacchiere di Antonio Conte

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(27 articoli pubblicati)

Ci sono leggi del calcio non scritte che si possono cancellare in un attimo. Tipo che può capitare che un centrocampista non proprio alto ma abile con la palla fra i piedi segni di testa. E riesca a fare ciò sfuggendo alla marcatura del difensore avversario che di centimetri ne ha venti in più. Segnando, tra l'altro, una rete strepitosa che vale la vittoria e il momentaneo primo posto in classifica. Mica roba da niente, vero?

Questa breve premessa, relativa alla gara disputata sabato sera fra Inter e Udinese e vinta dai nerazzurri, intende condurre al protagonista della partita e del seguente pezzo: Stefano Sensi.

L'ex mediano del Sassuolo, in questi primi match di campionato (ma anche nella scorsa stagione) ha dimostrato di saperci fare eccome. E questo lo sa bene anche il ct azzurro Roberto Mancini, che più volte lo ha già chiamato in causa. Corsa, palleggio, tecnica e senso della posizione. Poche parole, umiltà evidente e tanti fatti. E molto più: il gol, per esempio. Stefano Sensi è un centrocampista moderno: abile come interno arretrato, funzionale se schierato nella trequarti campo o come mezzala. Sensi è legnate e fantasia, clava e fioretto, quantità e qualità. Tutte doti che fanno di lui un giocatore moderno e duttile per eventuali cambi di modulo. Tutte qualità che hanno spinto Marotta e Conte a volerlo a tutti i costi, battendo l'agguerrita concorrenza delle altre big del campionato. E Sensi, pian piano, a suon di prestazioni convincenti, sta dando loro ragione e mettendo a tacere quei pochi tifosi scettici, che durante la sessione estiva di calciomercato hanno storto un po' il naso quando venne fuori il suo nome. E se per ora sta facendo felici solo i supporters nerazzurri, ci si auspica possa fare  bene anche in maglia azzurra. La speranza perlomeno è questa anche perché, in vista dei prossimi campionati europei, darebbe nuova linfa ad un reparto che negli ultimi anni ha patito la scarsa attitudine al palleggio e al possesso palla. Insomma, le basi per un futuro da campione ci sono tutte. E di talenti nostrani, in un calcio saturo di stelle estere, ne abbiamo proprio bisogno. Così come di centrocampisti completi: mentalmente e tatticamente. In tutti i Sensi.

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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