Tutto in una notte: alla fine la spunta l’Inter

I nerazzurri vincono 2-1, condannano l'Empoli e volano in Champions a braccetto con l'Atalanta. Obiettivo raggiunto, ma che fatica...

di Stefano Masini
Stefano Masini
(19 articoli pubblicati)

Cala il sipario. I 70'000 di San Siro hanno vissuto una partita al cardiopalma, al termine della quale possono lasciarsi andare ad un urlo liberatorio: l'Inter è in UEFA Champions League! Spalletti e i suoi centrano il quarto posto per il secondo anno di fila, ma il calo di fine stagione stava per risultare fatale.

LA PARTITA - Pronti, via! L'Inter inizia subito a spingere, ma Drągowski si dimostra in gran serata. L'Empoli resiste per tutto il primo tempo e torna negli spogliatoi momentaneamente salvo. Se nella prima frazione di gioco si è assistito ad una partita molto intensa, nella seconda saltano gli schemi con entrambe le squadre che decidono di cambiare approccio alla partita; per i nerazzurri, infatti, entra Keita Balde al posto di Asamoah (con Perisic che scala a fare il terzino). Ed è lo stesso Keita che al 51' sblocca la partita. Dieci minuti dopo ci sarebbe anche l'occasione ghiotta, ghiottissima per raddoppiare, ma Icardi calcia male dal dischetto. Dal possibile gol della sicurezza ai fischi di una tifoseria sempre meno Icardi-dipendente, che strano epilogo... Nell'ultimo quarto d'ora succede di tutto: Perisic lascia il campo per Dalbert che sbaglia un'uscita e permette a Salih Uçan di servire Traorè per l'1-1 dei toscani;  Nainggolan trova un tap in che sa tanto di scossa  defibrillatoria per il popolo interista; D'Ambrosio salva in extremis con l'aiuto della traversa prima che Handanovic compia l'ennesima miracolo e Keita si divori il match point; Brozovic approfitta dell'assenza di Drągowski per fare  il 3-1 al quarto minuto di recupero, ma il VAR annulla tutto per un'ingenuità dello stesso Keita proprio sul portiere polacco e che viene punita col secondo giallo e quindi il rosso per il senegalese... La sfida termina in maniera emblematica con la sfera tra le mani di Samir Handanovic, eroe della serata (e non solo).

LODE AGLI SCONFITTI - Sono tutti dello stesso parere: questo Empoli non meritava di retrocedere, o almeno non in questo modo. Andreazzoli accarezza l'impresa fino all'ultimo, per poi vederla sfumare sotto i suoi occhi. Intanto Fiorentina e Genoa passeggiano al Franchi, confidando che l'Inter faccia l'Inter. Così è stato. Comunque da applaudire un Empoli tecnico, divertente e combattivo... in B, ma a testa alta.

UN PELINO TROPPO PAZZA - Va bene, la qualificazione in Champions è arrivata, ma si può davvero essere soddisfatti in casa Inter? Finito il girone d'andata la squadra era saldamente al terzo posto, con un notevole vantaggio sulle inseguitrici. Poi tutto è iniziato ad andare storto: punti persi qua e là, sorpasso del Milan ed eliminazione dall'Europa League per mano dell'Eintracht Francoforte. Il derby (3-2 per i nerazzurri) è stato decisivo, più che per l'Inter per i cugini del Milan che accusano il colpo e faticano a riprendersi. La beneamata infatti non ha mai cambiato veramente marcia proseguendo con la teoria dei piccoli passi; ma se con Juve e Roma può essere tollerata, con l'Udinese a rischio retrocessione è tutto il contrario. L'Inter la spunta per il rotto della cuffia. Il destino, nonostante tutto, ha sorriso al più volte criticato Spalletti: in quella che molto probabilmente è stata la sua ultima partita sulla panchina dell'Inter a segnare sono stati Keita (mandato in campo nell'intervallo) e il suo fedelissimo e fortemente richiesto Nainggolan. A sostituire il tecnico di Certaldo sarà Antonio Conte, che nei piani di Suning alzerà l'asticella.

FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A
La fonte dell'articolo è l'autore Stefano Masini

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2 COMMENTI

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  1. Diego Politini - 1 anno

    Bell’articolo

    1. stefano.masini - 1 anno

      Grazie Diego!

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