Tre lezioni calcistiche di inizio secolo

Guardiola che distrugge il calcio, l'evoluzione del portiere e la nascita dei super-centrocampisti: tre lezioni che il football ci ha dato dal 2000 a oggi

di Marco Ghilotti
Marco Ghilotti
(99 articoli pubblicati)
Manchester United v Tottenham Hotspur -

La lucidità è potere. Lo sa bene il più recente distruttore del calcio, Pep Guardiola, che a causa di insulti all'arbitro Lahoz ha dovuto vedere i suoi ragazzi soccombere nei quarti di Champions della scorsa stagione contro il Liverpool, tutto questo dalla tribuna. Ciononostante il tecnico spagnolo non verrà ricordato per questa sfuriata, bensì per aver ribaltato l'idea del calcio del XXI secolo, introducendo il gioco di posizione. Una rivoluzione fatta di scambi veloci e tecnica sopraffina che in soli quattro anni ha conquistato il mondo. Accanto alla sua, altri due grandi sconvolgimenti hanno caratterizzato questo inizio millennio: l'evoluzione del portiere e la nascita dei super-centrocampisti. Scopriamole più nel dettaglio. 

Pep il distruttore

Da allenatore del Barcellona B ad avere 24 titoli in bacheca. Il gioco di posizione (JDP) è il suo marchio di fabbrica camaleontico, capace di adattarsi ai vari contesti nazionali. Più tecnico e ipnotico in Spagna, aggressivo e super rapido in Premier dove velocità e fisico contano. Prima di tutto l'importanza degli half spaces (gli spazi tra centrocampo e attacco), perché secondo Pep la maggior parte dei gol nasce in queste zone di campo. Poi c'é il fatto che nell'azione tutti vengono coinvolti, dal portiere (che deve essere dotato di una tecnica superiore alla media) ai difensori da cui spesso parte l'offensiva. In fase di possesso, i due terzini salgono per spingere e il mediano si abbassa tra i centrali. Il gioco passa principalmente dal centro tramite una fitta trama di passaggi, per poi liberare i giocatori sulle fasce, che essi siano terzini o ali. Il fatto di disporre così tanti giocatori nei pressi dell'area avversaria non é casuale: il primo obiettivo persa la palla è recuperarla più in fretta possibile. Uno stile di gioco dispendioso ma armonioso, aggressivo ma elegante, e soprattutto vincente dato che Guardiola ci ha vinto ben 24 trofei e la Spagna ha sollevato 2 Europei di fila e un Mondiale tra 2008 e 2012

L'evoluzione della specie

Il ruolo del portiere, prima di Pep, era quello di parare. Con il catalano, il portiere inizia l'azione, dialoga con i compagni, pesca chi è libero con lanci precisi. Questo perché con il tecnico del City, il portiere diventa uno sweeper-keeperun portiere che sa anche fare il libero, che ha qualità tecniche sopra la media, che grazie a essa sa gestire ogni situazione di pericolo oltre a saper come impostare l'azione. Gente come Neuer, Ederson, Reina, questi sono tutti figli di Guardiola, i primi due plasmati da lui, il terzo dal discepolo Sarri. Uno sweeper-keeper deve saper gestire ampie porzioni di campo senza essere ansioso, deve essere in grado di saltare la prima linea di pressing con i suoi lanci, trovando il compagno più libero con palloni millimetrici. Non a caso Ederson é diventato il primo portiere a fare assist nella storia della Premier. 70 sono stati i metri percorsi dall'area del portiere fino ad Agüero, che ha solo dovuto stopparla e spedirla in porta.

La nascita del Superuomo

Il Superuomo per Nietzsche è colui il quale si discosta dalla morale, e se volessimo traslare il concetto in ambito calcistico potremmo dire che è il giocatore che unisce tecnica sopraffina e fisico mostruoso. Nel passato, il centrocampista tipo aveva una o l'altra caratteristica: ora solo atleti come Pogba o Milinkovic-Savic riescono a coniugare queste due qualità. Questi due calciatori formano una categoria a parte, un qualcosa di mai visto prima, di illuminante. Sullo strapotere fisico non si può dire nulla, perché quanto li si vede sprintare nei contropiedi o resistere alle cariche avversarie si può solamente applaudire. Mentre ci godiamo questi fantastici esemplari, speriamo che le giovanili possano farne crescere di altri altrettanto forti da deliziare i palati di tutti i tifosi di questo sport

Perché nonostante siano passati meno di 20 anni dall'inizio del nuovo millennio, possiamo ritenerci fortunati di essere parte di tutto ciò. 

Fonte: l'autore Marco Ghilotti

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.