Tra Spal e Atalanta un pareggio giusto: a Ferrara finisce 1-1

Un goal per tempo regala ad entrambe le squadre un punto importante: a Cionek risponde De Roon dal dischetto. La Spal si lamenta per un rigore non concesso.

di Nicola Bianchin
Nicola Bianchin
(11 articoli pubblicati)
Cionek

Spal e Atalanta si dividono la posta in palio e rallentano nella rincorsa ai loro obiettivi. Entrambe le squadre, tuttavia, possono intravedere dietro al punto conquistato, buoni motivi per guardare positivamente al futuro. Da un lato, la Spal, prolunga la sua striscia positiva, con il sesto risultato utile consecutivo, e fa un altro passettino in avanti nella corsa salvezza, in attesa delle dirette concorrenti; dall'altro, l'Atalanta, sperando magari in un regalino del Sassuolo, non si allontana per ora di molto dal Milan, che occupa l'ultimo posto valido per l'Europa.  Il tutto contando che la squadra di Gasperini potrà giocarsi lo scontro diretto, proprio con i rossoneri, in casa. Sul campo, d'altra parte, l'equilibrio è stato pressoché totale. I dati statistici raccontano di un match giocato alla pari dalle due squadre: possesso palla, 52 a 48 a favore dell'Atalanta, stesso numero di corner, 1 palo colpito per parte.

L'unico dato su cui recrimina, ovviamente la componente spallina, è sui penalty: giusto quello concesso all'Atalanta, per una trattenuta di Costa su Gomez; manca, però, quello non concesso per un intervento di Masiello su Paloschi. A sottolinearlo è stato lo stesso Semplici a fine gara, dichiarando che, anche per quest'episodio, quelli con l'Atalanta "sono due punti persi". La cronaca del match vede partire forte la squadra di Gasperini che, nei primi dieci minuti, costringe i biancazzurri sulla difensiva e Meret ad un paio di interventi, anche se non particolarmente impegnativi. Dal decimo minuto, tuttavia, la Spal si affaccia dalle parti di Berisha, non impeccabile nella prima frazione di gioco, e inizia a creare qualche bella occasione, con Costa e Grassi. Il tutto con belle trame di gioco, avviate da un Viviani che, nonostante sia partito dalla panchina negli ultimi incontri, ha dimostrato di essere in palla, anche in fase di interdizione, con 7 palle recuperate. E' proprio dai piedi del numero 77 biancazzurro, poi, che parte la punizione conclusa in rete da Cionek con un colpo di testa da vero attaccante. Si va così al riposo con gli uomini di Semplici in vantaggio. Al rientro in campo, Gasperini presenta Cornelius al posto di un Petagna poco incisivo.

Quello che sembra cambiato, però, è il piglio dell'Atalanta che prende in mano le redini del gioco e grazie alle incursioni di Gomez e Cristante, che trovano una sponda più sicura nel centravanti danese, si presentano con più insistenza dalle parti di un sempre attento Meret. E' la Spal, tuttavia, ad andare più vicino al raddoppio con Viviani, il quale raccoglie un corta ribattuta delle difesa atalantina e coordinandosi al meglio colpisce la traversa della porta difesa da Berisha. La svolta tattica del match, tuttavia, avviene al 68', quando Gasperini inserisce Musa Barrow, ridisegnando la difesa, invertendo Freuler e De Roon in mezzo al campo e aggiungendo, appunto, un attaccante. Ottimo l'impatto sul match del giovane attaccante gambiano. E' proprio da una delle vivaci incursioni del neo entrato che parte il cross per Gomez, sul quale interviene in maniera scomposta Costa, punito con il rigore dall'arbitro Damato. Negli ultimi dieci minuti, le squadre si allungano ma non si registrano occasioni di rilievo. Anche i tecnici capiscono che è prudente blindare il risultato, così Semplici da respiro a Viviani in mezzo al campo, inserendo Everton Luiz, e Gasperini toglie il Papa Gomez per Toloi.

Il prossimo turno riserverà due test difficili per entrambe le formazioni: la Spal andrà a Firenze, contro una Fiorentina che da sei turni sa solo vincere, mentre l'Atalanta ospiterà l'Inter in piena corsa Champions.

Fonte: l'autore Nicola Bianchin

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