Torres: “el niño” ha finalmente realizzato il suo sogno all’Atlético

Nella sua ultima partita internazionale con l’Atletico, el niño Torres raggiunge il sogno inseguito da una vita: vincere un titolo con la sua squadra del cuore.

di Nicola Pintus
Nicola Pintus
(20 articoli pubblicati)
Torres

Non poteva esserci un finale migliore per Fernando Torres. El niño, il bambino, come lo avevano soprannominato ai tempi delle giovanili, uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi, lascia l’Atletico di Madrid, la sua squadra del cuore, ma la lascia coronando il suo sogno, vincendo un titolo, sollevando la coppa dell’Europa League con addosso la maglia che ha sempre tifato.

Quando era piccolo, a Madrid nella sua classe 19 bambini su 20 tifavano Real, la squadra più blasonata della metropoli spagnola, lui invece era l'unico sempre con la maglietta biancorossa dell’Atletico, la squadra più “povera” della città, i “materassai” (colchoneros). Fosse stato per el niño, avrebbe giocato in eterno nel suo Atleti e mai lo avrebbe tradito, come confermato dai numerosi tentativi negli anni del Real di portarlo in sponda Blanca con offerte faraoniche sia a lui che ai colchoneros, sentendosi sempre rispondere “no, grazie” dal niño perché in Spagna nel suo cuore c’era posto solo per l’Atletico.

A soli 23 anni però, in lacrime, era stato costretto a lasciare il suo Atleti perché il club doveva monetizzare, dopo averla riportata nella massima serie spagnola, la Liga, dopo essere stato capocannoniere della squadra per ben 5 stagioni ed il capitano più giovane della storia del club. L’ha dovuta lasciare, ma con una promessa: tornare un giorno, con qualche ruga in più magari, ma restando sempre el niño di Madrid per poter finalmente vincere un titolo tra la sua gente.

La sua carriera così aveva proseguito lontano da casa, in Inghilterra nella Premier League, nelle file del Liverpool prima, poi successivamente nel Chelsea, pagato per una cifra record (50 milioni di sterline!). Con i Blues è riuscito a vincere praticamente tutte le coppe possibili: la Champions League, l’Europa League per ben due volte, per non parlare della nazionale, perché con la maglia Roja ha vinto una Coppa del Mondo e due titoli Europei, nel 2008 e nel 2012 (l’ultimo purtroppo contro di noi asfaltandoci in finale 4 a 0!).

Nonostante tutti quei titoli vinti però, nel cuore del niño mancava ancora qualcosa, quella “ciliegina sulla torta” per chiudere il cerchio, per concludere la sua gloriosa carriera costellata di successi. La nostalgia di casa ora era forte, si faceva sentire dopo quasi 8 anni di lontananza dalla sua Madrid. Nel mentre l’Atletico era diventato una corazzata guidata dal Cholo Simeone, che nel 2014 si era laureata Campeones di Spagna e Fernando Torres poteva festeggiare con loro solo dalla tv, con l’amarezza di non poter essere lì, tra quei giocatori, come punto di riferimento di quella squadra.

Arriva però l’opportunità di tornare nel suo Atleti nel 2015, dopo una breve parentesi di sei mesi al Milan, dove el niño sembra il fantasma di sé stesso. Fernando non ci pensa neanche per un secondo e riabbraccia finalmente Madrid, deciso a vincere con la sua squadra del cuore quel titolo che sognava sin da bambino. Nel 2016 però quel sogno viene purtroppo solo “accarezzato”, nella finale di Champions League contro gli acerrimi nemici del Real, fino a quel gol al 90esimo di Sergio Ramos che portò la finale ai supplementari, vinti poi dai Blancos 5 a 3 ai rigori.

Nel 2018, a 34 anni, Fernando Torres annunciava il suo addio al club a fine stagione: per el niño quel sogno stava purtroppo per tramontare definitivamente. Ma mercoledì scorso, nella finale di Europa League, ce l’ha finalmente fatta! Dopo 22 anni, da quando era un niño, un bambino di 11 anni appena approdato all’Atletico, ha sollevato una coppa con addosso la maglia del cuore!

Questa domenica al Wanda Metropolitano ha ricevuto l’omaggio della sua gente nella sua ultima partita in maglia colchoneros, suggellata con una doppietta. Un applauso lunghissimo, tutti in piedi per Fernando Torres, idolo di questo popolo, simbolo di lealtà ed amore verso questi colori. Lui ha salutato tutti con gli occhi gonfi di lacrime ma col sorriso, perché ora el niño ha raggiunto il suo sogno ed è diventato leyenda, leggenda.

Fernando Leyenda
Fonte: l'autore Nicola Pintus

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