Stop ai dilettanti in Lombardia, ma il campionato di serie D continua

Con le nuove regole imposte venerdì nell’ordinanza emessa da Regione Lombardia, stop per tre settimane, ma il governo sta pensando di applicare in tutta Italia.

di Enrico Crippa
Enrico Crippa
(41 articoli pubblicati)
Stop campionato

Con un’ordinanza presentata venerdì, il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha disposto la sospensione di tutte le competizioni delle società che partecipano ai campionati dilettantistici. Niente più partite, quindi, dall’Eccellenza alla Terza Categoria fino al 6 novembre. La proposta di Fontana è stata presa in considerazione dal Comitato Tecnico scientifico del Governo, e adesso potrebbe essere applicata a livello nazionale. Per il momento il campionato di Serie D continua nonostante ogni weekend vengono rinviate delle partite per il Covid. 

Con una nota apparsa sul proprio sito, il Comitato Regionale lombardo ha voluto prendere posizione sulla decisione della Regione di sospendere tutti i campionati dilettantistici regionali. La reazione alla scelta del governatore Attilio Fontana è davvero dura. «Siamo esterrefatti dalla totale mancanza di preavviso e soprattutto di confronto da parte delle istituzioni con chi di sport si occupa quotidianamente  – commenta il presidente Giuseppe Baretti –  e riteniamo che proprio da questa mancanza di contatto con il mondo sportivo siano discese le scelte scaturite, che non esito a definire senza criterio».

Dubbi

«È incomprensibile come possa essere ritenuta più pericolosa un’attività salutare, condotta all’aperto in spazi amplissimi, rispetto a molte altre situazioni della vita quotidiana che attualmente risultano però autorizzate» dichiara il numero uno. «Viene anche da chiedersi, entrando nel tema prettamente calcistico, che differenza ci sarà mai fra un atleta delle categorie Allievi o Giovanissimi che gioca in una squadra dilettantistica e quello che milita invece nella corrispondente categoria di una società professionistica, oppure tra la Serie D, campionato nazionale dilettanti, e gli altri campionati regionali dilettantistici, se a dover essere tutelate sono la salute e la sicurezza, che ovviamente stanno a cuore a tutti noi, come dimostrato nel momento in cui per primi ci siamo fermati lo scorso febbraio. Ma oltre a ciò, riteniamo una simile decisione frustrante dei tanti sacrifici fatti dalla nostre società per adeguarsi ad un rigido protocollo al fine di poter operare in sicurezza».

Incontro

Il Comitato pertanto vuole confrontarsi al più presto con la Regione. «Chiederemo in primis rispetto per i nostri oltre 180.000 tesserati – prosegue Baretti –  e soprattutto vogliamo sapere che tipo di provvedimenti aspettarci, perché per condurre l’attività sportiva serve programmazione e non possiamo sottostare ad aperture e chiusure a singhiozzo che mettano a repentaglio l’intero sistema, che anzi ha ora bisogno di supporto e sostegni anche concreti dalle istituzioni».

Fonte: l'autore Enrico Crippa

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