Stipendi d’oro nel calcio: passione o business?

Ha senso al giorno d'oggi che un bambino sogni di fare il calciatore solo per diventare ricco e famoso?

di Alessandro Ardizio
Alessandro Ardizio
(4 articoli pubblicati)

C'era una volta Alessandro: un bambino che giocava a calcio nel campetto dell'oratorio sognando la Serie A, la Coppa Campioni o il mondiale... Quel bambino è diventato grande e quel sogno ormai è sparito, oggi si gioca solo per i soldi, e chi più ne ha più ne metta, e quel sogno di Alessandro si è trasformato per i bambini di oggi in voglia di diventare ricchi e famosi. Certo famosi come e più di prima, ma perchè bisognerebbe giocare solo per la passione, quando si può diventare ricchi?

Facciamo i conti in tasca ai campioni: Messi 100 milioni, Ronaldo 80, Netmar una settantina ( all'anno cadauno). Ma cosa è diventatio il calcio, una giungla? diceva il buono Malesani in una accesa conferenza greca. Ebbene sì: il calcio è diventato veramente una giungla, ormai è tutta una rincorsa ad accaparrarsi lo stipendio migliore, i calciatorri per questo scelgono anche campionati meno "combattuti" solo per il Dio denaro.

Ma torniamo al titolo: stipendi d'oro, appunto. Certo, ormai le società di calcio fatturano come delle multinazionali, e ogni annno guadagnano sempre di più, e chi è che le rende famose in tutto il pianeta? Ma i giocatori più sono "instagrammabili" meglio è... A questo punto diventa normale che i loro stipendi siano come il fatturato di una grossa azienda: i giocatori stessi ormai sono delle aziende.

Quindi la risposta è si: finché ci saranno persone disposte a comprare merchandising o a fare abbonamenti da ogni parte del mondo il calcio guadagnerà sempre di più, e a ruota anche i calciatori. Qualcuno si è mai scandalizzato se i produttori di  un film di Hollywood che incassa 500 milioni paghino Brad Pitt 50? Certo che no, a noi interessa guardare il film... E così è anche per il calcio e i calciatori: finché la voglia di calcio sarà inesauribile i calciatori saranno sempre più ricchi e sempre più social. Fino a che il giocattolo si romperà, ma crediamo veramente che si romperà?

Messi
La fonte dell'articolo è l'autore Alessandro Ardizio

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