Stelle sopravvalutate? No, mutazione antropologica

Ai Mondiali le stelle hanno deluso le aspettative. Il tema: meritano di essere considerati grandi o sta succedendo qualcosa?

di Mario Cardone
Mario Cardone
(7 articoli pubblicati)
Neymar Jr

Circola l'idea che gli assi di questo calcio siano sopravvalutati, dal momento che di rado riescono a confermarsi all'altezza delle aspettative. Ci si chiede: Neymar è davvero così bravo oppure è il volume di tutto il commentario mediatico ad alimentarne la fama? E' il campione moderno che ha dei limiti o limitante è l'atteggiamento calcolatore del suo avversario?

 Michéa, filosofo francese, scrive che la miscela costituente di un buon evento consta dell'elemento 'estetico', il bel gioco, e di quello 'drammaturgico', la tensione narrativa. Non è accettabile uno spettacolo che non soddisfi entrambi questi requisiti. Ebbene, dando per acquisito (e non lo è) che le 'partite di oggi' siano più brutte che in passato, può essere sensato ipotizzare che, al fine di vendere il programma, i media tendano a dopare il corpo delle opinioni, con la conseguenza di 'forzare' determinati giudizi e creare mostri anche laddove non ci sono.

Questo effettivamente accade, come svela Pippo Russo, noto sbeffeggiatore agrigentino del 'malocalcio' in stile Jorge Mendes. Basti pensare alla campagna portoghese in favore del 'bambino d'oro' Renato Sanches – scrive il professore – appositamente ideata per far lievitare la valutazione di mercato dello stesso, che ha finito per ingrossare un'aura tecnica effettivamente piccina o comunque non abbastanza importante da giustificare la cifra pattuita tra Bayern e Benfica per il trasferimento del ragazzo. Come sappiamo, le attese ed il denaro sono strettamente collegati. Persino nel caso dei grandi, possiamo renderci conto di quanto incida il subentro di internet e della comunicazione invasiva in determinate dinamiche calcistiche. Il mondo ci ha messo 10 anni, dall'82 al '92, per accettare che fosse lecito pagare un attaccante più di Maradona: Vialli costò alla Juve due volte di più. Nel 2001 invece, in piena era televisiva, il Real alzava l'asticella dei prezzi per arrivare a Zidane, appena un anno dopo aver pagato il cartellino più oneroso della storia in favore del Barcellona, per Figo. E' stata un'escalation: pochissimi mesi fa, ce lo ricordiamo bene, l'operazione Neymar ha addirittura doppiato l'affare Pogba, nell'arco di una sola stagione. 

Queste, però, sono tutte considerazioni di carattere economico. Dio non voglia che il giudizio qualitativo si sovrapponga definitivamente con il 'quanto' del sistema razionale-monetario. Per intenderci, i fuoriclasse di oggi come di ieri, non si possono sopravvalutare in quanto sono l'incarnazione della massima qualità esprimibile. In merito al gioco, non esiste (o è esistito) nessuno che sia (o fosse) migliore di Neymar, ma esistono (e sono esistiti) contesti – psicologici, culturali, evolutivi – diversi tra di loro. Nessuno può indovinare cosa sarebbe accaduto ad un Cruijff immerso in questa faccenda tattico - muscolare che sembra essere il calcio del ventunesimo secolo e tuttavia meno che un'anima s'è mai permessa di dubitare del suo valore assoluto. Problema, parte uno.

'Valore assoluto', però, è solo un insieme di parole. Potrebbe non esistere un valore assoluto 'indipendente' dalla situazione ambientale. Anzi, potrebbe essere valido il teorema darwiniano, in base al quale all'interno di un sistema che sequestra gli spazi e analizza ogni singolo gesto, la volontà di sorprendere, lo schiribizzo di avventurarsi nell'impensabile da parte del fuoriclasse, subiscono una sorta di auto-censura: una castrazione progressiva del genio creativo, che potrebbe afflosciarsi nella sua stessa perfezione stilistica, appiattirsi nei canoni della giustezza, con il tempo. Mutazione antropologica sì, sopravvalutazione no.

Le squadre piccole hanno imparato a praticare la difesa totale, ma il fatto in sé non può giustificare l'eventuale scomparsa del 'fenomeno', né sarebbe corretto attribuire all'imbecillità degli avversari le imprese tecniche dei vari Pelè, Maradona, Puskas ecc...

E' più conveniente ratificare un cambiamento, del calcio e degli uomini.  

Fonte: l'autore Mario Cardone

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