Spalletti: “Ci porteremo in campo il desiderio dei nostri tifosi”

Le parole del mister rilasciate in conferenza stampa in vista del derby d'Italia

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(16 articoli pubblicati)
Spalletti

“Bisogna avere coraggio, determinazione, personalità e carattere; convinti che poi chiunque ci passi davanti non sia talmente forte e bravo da impedirci di fare quello che è il nostro percorso”. 

CAMPIONATO FINITO?

“Per quanto mi riguarda non è finita quando perdi una partita, non è finita quando perdi un occasione, non è finita quando perdi di fiducia. È finita quando non ci riprovi e non sei convinto che la forza che hai porti ad un obbiettivo ben preciso. È chiaro che c’è una distanza importante in classifica, diventa difficile andarli ad acchiappare. C’è una bella notizia: la possibilità di accorciare la distanza dipende da noi perché siamo noi a giocare contro di loro”.

RIGUARDO LA JUVENTUS

“La Juventus è una squadra che tutti gli anni va a tentare di metterci dentro calciatori che possono fare la differenza ancora più di quelli dell’anno precedente. Ad esempio ci venne a prendere Pjanic alla Roma. L’anno scorso avevamo uno dei terzini più forti del campionato, a detta di tutti, e si è presa Cancelo; stessa cosa è accaduta con Higuain. Quest’anno ha messo dentro campioni del livello di Cristiano Ronaldo. È quella la differenza. Loro sono dentro un comportamento corretto e dentro un modo professionistico di fare che è giusto per andare avanti e per andare a portare a casa i nostri obbiettivi". 

INFORTUNATI

Nainggolan e Dalbert rimangono fuori perché non ce la fanno a recuperare per questa partita. Hanno bisogno di più tempo”

TUTTA ITALIA TIFERÀ INTER...?

“Non mi fa effetto e non mi da nessun vantaggio. Mi fa effetto quello che è il desiderio dei nostri tifosi e noi ce lo porteremo dietro in campo, saremo imbottiti da quei sentimenti lì. Sotto la maglietta avremo tutte quelle belle cose che i nostri tifosi ci vogliono trasferire”.

COME SI FERMA CR7?

“La Juventus non è solo Cristiano Ronaldo ma è una squadra con giocatori forti in ogni reparto ad esempio Chiellini. Basta vedere i 5 minuti giocati in Juve-Spal, lui non fa il reparto, lui è il reparto. La Juve ne ha molti di questi giocatori (elogia anche Pjanic) come ce li abbiamo noi. Quello che diventa fondamentale è il collettivo, la squadra”.

Poi aggiunge: “Questi sono i banchi di prova dove ci si può andare a prendere i segnali per capire se sei veramente pronto a viaggiare forte e andare a fare risultati contro chiunque. Poi loro hanno potenzialità, forza, hanno questa mentalità ormai dentro la squadra. Non bisognerà tentare di limitare quello che sarà il loro comportamento. Quest’anno hanno fatto dei miglioramenti. Il campionato si è livellato ma, nel livellamento, quelli che abbiamo perso più punti siamo noi inseguitrici. Prima c’era meno distanza ma, nella differenza che si vedeva, forse era più evidente che  ancora ci fossero dei passi avanti da fare”.

PUNTI DEBOLI DELLA JUVE?

“Il fatto di essere squadra in maniera continuativa in 90 minuti è quello che può fare la differenza e metterla in difficoltà; una squadra corta che toglie lo spazio per pensare alle giocate, questo può creargli qualche problema”.
“Loro hanno vinto dominando e anche sapendo soffrire.   Ci vuole blocco squadra, coraggio e personalità e già che ci siamo teniamo sotto controllo gli specchietti retrovisori”.

CONSIGLI A MAROTTA PER L’AMBIENTE E L’INTERISMO?

“Mi aveva dato nell'occhio tempo fa la frase dell’Inter Campus che dice “noi siamo fratelli del mondo”; l’origine della frase sta nell'atto costitutivo dell’Inter del 1908. L’interismo è un po’ questo, guardare il cielo e guardare verso il mondo. E Marotta è uno di quelli che è già proiettato, per quella che è la sua esperienza, verso il guardare in maniera profonda e in maniera distante”.

IN MERITO ALL'ESPERIMENTO DI UN CENTROCAMPO SENZA VECINO E GAGLIARDINI

“È una soluzione quando si tenta di andare ad acchiappare qualcosa in più. Ci perdi in fisicità, contrasto e nella forza sulle palle inattive. Nella fase di possesso ci guadagni, quindi nella circolazione della palla. Il tentativo è di metterci qualcosa di più per arrivare al risultato”.

Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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