Spal, che impresa: riparte da Crotone il sogno salvezza

La squadra ferrarese guadagna tre punti fondamentali e si avvicina alla zona salvezza: approccio e nuovo assetto tattico i segreti della vittoria.

di Nicola Bianchin
Nicola Bianchin
(9 articoli pubblicati)
Protagonisti

Una vittoria che traccia il cammino per la salvezza. Dalla trasferta di Crotone la Spal porta a casa non solo tre punti, fondamentali,  ma soprattutto indicazioni precise sulla strada da seguire per rimanere nella massima serie. Partendo dall'approccio alla gara, l'aspetto nel quale aveva difettato negli ultimi match: fin dai primi minuti, infatti, la squadra di Semplici è apparsa in palla, reattiva su ogni pallone e propositiva in avanti. Non è un caso che proprio da una bella azione manovrata sia arrivato il vantaggio di Antenucci.

Una manovra che ha trovato senz'altro giovamento dal nuovo assetto tattico impostato da Semplici: con un centrocampo più di manovra, con maggiori soluzioni e un palleggio più veloce. In questa zona del campo inoltre, se Kurtic riuscirà a trovare la sua dimensione tattica,  si potrà crescere ancora. Affiancando ad Antenucci, poi, un altro attaccante , più da area di rigore come Paloschi, è stato più facile tenere palla in avanti e sfruttare le occasioni, anche fortuite, come nel caso del terzo goal. Un altro aspetto chiave, è stata la reazione al pareggio del Crotone, subito nei primi minuti della ripresa. La squadra ferrarese, infatti, non ha mollato ma, al contrario, si è buttata subito in avanti e, da una palla inattiva sfruttata al meglio, è arrivato il nuovo vantaggio di Simic.

Da qui continuando a giocare ha trovato, con un pizzico di fortuna, la terza marcatura, con un'occasione sfruttata al meglio da Paloschi. Fin qui gli aspetti positivi, sui quali puntare nelle prossime sfide fondamentali che attendono la Spal, a partire dal sentitissimo derby casalingo con il Bologna. Dopo il terzo goal, tuttavia, sono emerse le cose nelle quali la Spal non dovrà ricadere.  A partire dal punto di vista tattico, abbassandosi troppo, rinunciando a giocare e lasciando il pallino del gioco troppo nelle mani degli avversari. Qui, purtroppo, Semplici ha le sue responsabilità, con i cambi effettuati: fuori prima Antenucci, per Dramè, con la conseguenza di lasciare Paloschi da solo in avanti e poi Salomon per Schiattarella. Nonostante quest'ultimo avesse dato segnali di stanchezza, si poteva magari puntare più su un centrocampista in grado di gestire la palla come Viviani o Everton.

Altro aspetto che la squadra biancazzurra dovrà eliminare sono le disattenzioni difensive: il secondo goal, Budimir, lo ha realizzato saltando in mezzo a due difensori. In tutto questo, dal punto di vista individuale, si sono distinti Meret, apparso più in condizione e attento in alcune occasioni pericolose: da sottolineare la splendida parata, purtroppo inutile, in occasione del primo goal di Budimir. In difesa è stata molto positiva la prova di Cionek, che ha dimostrato, insieme all'altro nuovo acquisto Simic, di procedere bene nell'inserimento nei meccanismi difensivi di Semplici. Nel centrocampo a cinque si sono distinti Schiattarella, per il buon apporto tecnico nella gestione della palla, Grassi, finalmente grintoso e pronto ad inserirsi a supporto degli attaccanti e, infine, Kurtic, apparso più dentro alla squadra, garantendo quell'esperienza e quella forza che serviranno alla Spal. Tosta anche la prestazione di Mattiello, che non ha mai tirato indietro la gamba, lanciandosi in avanti quando è stato chiamato in causa.

Menzione particolare per Lazzari, punto di forza fondamentale della compagine biancazzurra, instancabile motorino sulla fascia: quasi commovente la sua progressione, l'ennesima, nei minuti di recupero. Il tutto, arricchito da una grande attenzione in copertura e da una reattività impressionante in fase di ripartenza. Il reparto avanzato, infine, ha dimostrato che se la squadra crea le occasioni i finalizzatori ci sono. Approccio più grintoso e assetto tattico più propositivo sono le cose dalle quali la Spal, vista a Crotone,  deve ripartire per guardare alla salvezza, senza voltarsi indietro e ricadere nelle sue paure. 

Fonte: l'autore Nicola Bianchin

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