Spagna ’82: la fiaba più bella del calcio italiano

Lo strepitoso Mundial vinto dell'Italia visto con gli occhi di un adolescente.

di Massimiliano Cerbai
Massimiliano Cerbai
(25 articoli pubblicati)
Italian Football Federation Hall Of Fame

Finalmente arrivò giugno, era il 1982, finii la prima superiore, con esito positivo: il sogno di poter seguire completamente il Mundial di Spagna in televisione quindi s'avverò. Temevo infatti d'essere rimandato a settembre, con la complicanza quindi, durante l'estate,  di dovermi ancora dedicare agli studi, fortunatamente non fu così.

Io all'epoca quindicenne, vissi molto intensamente quel mondiale di calcio, anche se l'opinione pubblica generale non dava molto credito a quell'Italia. La stampa sportiva attaccò senza ritegno il ct Enzo Bearzot reo di aver preferito Paolo RossiRoberto Pruzzo, capocannoniere della Serie A appena terminata.

Effettivamente l'avventura non iniziò per niente bene: l'Italia infatti pareggiò tutte e tre le partite della fase a gironi con Polonia, Perù e Camerun (del quarantenne Roger Milla) segnando soltanto soltanto la miseria di 2 reti nei due pareggi per 1-1 contro Perù e Camerun e per di più Paolo Rossi (Pablito come verrà ribattezzato successivamente) rimasto a secco.

Ma la fortuna ci dette una mano e per differenza reti passammo il turno nei confronti del Camerun. Da qui in poi quello che successe dopo,  alla Nazionale azzurra, (mi riferisco alla sua completa metamorfosi) verrà consegnato alla storia del calcio mondiale.

Le qualificate infatti vennero raggruppate in altri 4 gironi da cui scaturirono le 4 semifinaliste; all'Italia toccò un girone da far tremare i polsi, ci capitò infatti il Brasile di Zico, Socrates, Falcao e l'Argentina di Maradona, Passarella, Tarantini; il funerale dell'Italia sportiva sembrava già pronto.

Ma come ho detto prima, avvenne una completa metamorfosi negli azzurri, i quali da rospi si trasformarono tutti in splendidi Principi Azzurri. Cominciammo col battere l'Argentina per 2-1 giocando una straordinaria partita fatta di grinta e bel gioco, proseguimmo in questa estasi sportiva superando pure il Brasile per 3-2, con Paolo Rossi che si sbloccò finalmente realizzando una splendida tripletta. 

La semifinale fu poco più che una formalità contro la Polonia che il redivivo Pablito stese con una doppietta portandoci alle soglie del sogno che dopo 44 anni si stava per avverare.

Ormai diventammo  inarrestabili, se ne accorse anche la malcapitata Germania di Rummenigge, che fu travolta per 3-1 in finale e così l'Italia si laureò Campione del Mondo, con Pabito capocannoniere con 6 reti, consegnando alla storia del calcio e non,  tante cartoline, fermi immagine, alcune da " libro cuore" come l'esultanza del grande Sandro Pertini in tribuna a Madrid, incurante del protocollo, o l'istantanea che immortala la maglia di Maradona che si allunga enormemente, tirata dal mastino Claudio Gentile, durante uno dei molteplici duelli rusticani di quella partita.

Sarò pure un inguaribile romantico, ma quel Mondiale lo sento davvero mio, un ragazzo all'epoca quindicenne, sognante, che si godette dalla prima all'ultima partita, ma che rimase con un dubbio rimasto tale fino ad oggi;

Chi la vinse quella partita a scopone scientifico giocata durante il viaggio di ritorno  in aereo tra Pertini, Bearzot, Causio e Zoff Non ditemelo, fa parte della straordinaria fiaba del Mundial 82.

1982 WORLD CUP FINAL
Fonte: l'autore Massimiliano Cerbai

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