Sor Carletto e Giuanin, il calcio romantico di una volta

A distanza di due giorni compiono gli anni due icone delle panchine italiane: Carlo Mazzone e Giovanni Trapattoni. Ritratti di 2 gladiatori

di Francesco Fiori
Francesco Fiori
(121 articoli pubblicati)
Trapattoni

Sor Carletto e Giuanin, al secolo Mazzone e Trapattoni, due modi di vincere nel calcio, di essere protagonisti senza social, senza clamori,mettendo sempre il cuore in qualsiasi avventura, pardon, panchina!

Sul palmares del Trap c'è ben poco da dire, 16 anni da giocatore e 4 in area tecnica del Milan con 2 scudetti, 2 Coppe Campioni e un' Intercontinentale, approdo alla Juventus, quando l'amico Angelo Caroli de "La Stampa" lo mette in contatto con Gianni Agnelli, nei 10 anni che hanno sconvolto i bianconeri, poi altra sfida, l'Inter e che Inter, quella dei Record, poi ritorno alla Juve (in cambio di Dino Baggio all'Inter), Bayern Monaco e via dicendo, per un curriculum che parla di 7 scudetti, altro primato, campionati vinti in Germania, Portogallo e Austria, 6° allenatore al mondo per titoli vinti a livello internazionale e 4° in Europa, oltre alle presenze a Mondiali ed Europei come c.t. di Italia e Irlanda.

Ma i numeri non dicono tutto.

Da Platini a Matthaus, a Edmundo, arrivando a Keane nell'Irlanda, dove è passato il Trap è sempre successo qualcosa di unico, dai grandi giocatori che con lui sono diventati campioni alle leggendarie frasi come: "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco".

Carletto Mazzone non ha il curriculum di titoli del Trap ma ovunque è andato è risultato il beniamino della folla. Verace e sanguigno come il calcio di un tempo Sor Magara (o Sor Carletto) ha il record di panchine in Serie A, 797, con 5 spareggi, spesso chiamato a salvare navi pronte ad affondare e ancor più spesso portato in trionfo per le imprese disperate. Da calciatore solo due presenze nella sua Roma, prima di lasciare il segno nell'Ascoli, dove gioca per un decennio, con 219 presenze, prima di sedersi in panchina e scrivere la propria leggenda.

Proprio da Ascoli è Costantino Rozzi ad affidare la panchina al giovane Mazzone che dal 68 al 75 ottiene 2 promozioni in 3 anni portando i bianconeri dalla C alla A. Poi ecco Firenze e la Fiorentina con vittoria della coppa di Lega Italo-Inglese, ancora Ascoli, 4 salvezze compreso un sesto posto nel 1981-82, poi Bologna, Lecce con promozione in A e 2 salvezze, Pescara e la favola del Cagliari lasciato con promozione in Coppa Uefa del 92/93.

Lasciato perché alla porta di Mazzone chiama il grande amore: la Roma, guidata per tre anni in cui lancia in prima squadra un giovane Totti, con tanto di corsa verso la Sud in un derby vinto 3-0 con gol di Balbo, Cappioli e Fonseca, e ancora Sor Carletto che tenta, inutilmente di salvare il Cagliari nel 96 e Napoli, parentesi infelice, prima di riabilitare al gol Signori nel Bologna, completare una stagione intera con Gaucci nel Perugia prima di esultare al Brescia.

ROBERTO BAGGIO

Ecco, Roby Baggio è l'anello di congiunzione tra il Trap e Sor Carletto. Il Trap lo allena al massimo dello splendore e Roby gli fa vincere una coppa Uefa (dopo che Giuanin trionfa con l'Inter nel 90/91) nel 92/93 ma col tecnico di Cusano Milanino non lega. Carattere non facile, con Trapattoni che gli preferirebbe Bergkamp in bianconero, relegando Vialli a centrocampo e nonostante tutto ecco Roby capace di segnare 21 gol e vincere il Pallone d'Oro con i rimproveri per giocare poco per la squadra. 

Mazzone invece poté allenare Baggio quando nessuno voleva il Divin Codino. Con lui fu quasi un patto di ferro: "Fammi vincere le partite e riconquista la Nazionale del 2002" e chi allenava la squadra per il Mondiale? Il Trap.

Baggio, insieme a Pirlo, Guardiola, Toni e un Brescia d'assalto, regalarono a Mazzone l'avventura più bella in panchina, ma il Trap non si fidò delle garanzie fisiche del Divin Codino e distrusse il sogno di Baggio, negandoci chissà quale capitolo romantico.

Sia Trapattoni che Mazzone sono parte integrante delle favole più belle della Serie A, da chi ha vinto tanto a chi, salvando le proprie squadre, ha guadagnato la gloria eterna, due esempi di allenatori, di sportivi, che hanno divertito e fatto divertire (Non solo la Gialappa's) e che nello sport attuale mancano tantissimo.

Mazzone
Fonte: l'autore Francesco Fiori

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