Si salvi chi può! In che modo riequilibrare la lotta salvezza?

In vista della conclusione del campionato si accende, come ogni stagione, il dibattito sulla corsa salvezza

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(113 articoli pubblicati)
Parma Calcio v Empoli - Serie A

Come sosteneva Buddha la propria salvezza trae origine solo dal se individuo senza bisogno di altrui dipendenza. Anche nel mondo del calcio tale regola di vita ha il proprio valore nonostante la corsa alla permanenza in serie A sia spesso influenzata da fattori esterni alla singola squadra come ad esempio le motivazioni di avversari che non hanno più nulla o quasi da chiedere al campionato. Partendo dal fatto che ogni protagonista calcistico (sia esso squadra, singolo calciatore, singolo allenatore ecc...) non abbia mai piacere nel rimediare una sconfitta e che pertanto offra di conseguenza il massimo sforzo in ogni incontro c'è da tenere in considerazione che a volte possa capitare anche in maniera indiretta un atteggiamento rilassato da parte di chi ha già raggiunto i propri obiettivi con la polemica conseguente sul fatto se un campionato possa essere o meno falsato da un certo tipo di episodi.

Essendo materia delicata bisogna sempre tenere a mente che i sospetti non valgono una prova e perciò vada di conseguenza fugato ogni dubbio sulla presunta non regolarità dei campionati nella loro fase conclusiva, al tempo stesso però va anche altresì detto che una eventuale riforma del regolamento potrebbe venire accolta in modo positivo sia dagli addetti ai lavori che dal pubblico. Si pensi ad esempio alla serie B dove l'esistenza del playout per non retrocedere è in grado di dare un senso nuovo al finale di stagione. Chiaramente quello dello spareggio salvezza è una regola "crudele" sotto un certo punto di vista in quanto prolunga la tensione drammatica per conoscere quale sarà il destino (ed il futuro campionato) dei club coinvolti però esso garantisce anche dall'altro lato il massimo impegno per evitare  di rimanere coinvolti in questo mini-campionato con vista sul piano inferiore.

I playout potrebbero quindi anche essere allargati a più di due squadre per rendere ancor di più appassionante la rincorsa alla salvezza. Va anche detto che non bisognerebbe mai confondere poi la sacrosanta possibilità di fare qualche esperimento di formazione (anche in ottica futura) da parte di un allenatore di una compagine con poche o scarsi ambizioni residuali  con la mancanza di serietà o peggio di lealtà nei confronti degli avversari invischiati nelle zone basse in quanto proprio le ultime partite di un campionato possono davvero servire a visionare (con meno pressione) giocatori che durante il campionato si è potuto (per i più svariati motivi) valutare con meno attenzione. In attesa che gli organismi preposti possano valutare l'eventuale introduzione di modifiche al format si può concludere augurando un buon finale di stagione a tutte le formazioni con la più canonica delle frasi per l'occasione e che quindi a vincere (e salvarsi) sia il migliore!

Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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