Serie A: il “balletto” della Speranza!

Una serie A sempre più appesa a un filo, un ministro con le idee poco chiare, club divisi sui modi e sulle modalità della ripartenza, il caos incombe.

di Mattia Polizza
Mattia Polizza
(4 articoli pubblicati)
Il calcio nel pallone

"La quiete prima della tempesta."

Questo, ormai abusato, modo di dire indica la situazione di calma e di stasi, spesso apparente, che precede lo scatenarsi di una tempesta. Ora, prendete questo modo di dire, e applicatelo al nostro presente, in particolare, alla situazione che sta vivendo la nostra serie A, il campionato, ahinoi celebre, 2019-2020, calzerebbe e pennello come definizione. Viviamo un momento di stasi, cullati dal fatto che le squadre, complici i molteplici calciatori che han svolto la quarantena nei loro paesi d'origine, non siano tornati, o se lo hanno fatto siano in quarantena, per cui non siano ancora completamente pronte; cullati dalla data, siamo ancora al 7 Maggio, Giugno sembra, ripeto sembra, così lontano, perché affannarci a prendere ora una decisione che potrebbe essere drastica o mal condivisa in futuro?

Invece non è così, il recente via libera dato dal Cancelliere tedesco Angela Merkel al riavvio della Bundesliga, e i pareri positivi che sembrano stiano arrivando dall'Inghilterra e della Spagna non fanno altro che aumentare la pressione sulla nostra nazione e sui nostri dirigenti. Credo sia giunta l'ora di prendere una decisione, bisogna agire e non continuare ad effettuare inutili rinvii! Le nazioni come la Francia, l'Olanda, il Belgio hanno avuto il coraggio di sospendere il campionato, decisione giusta o sbagliata che sia, il dado ormai è tratto; noi no, noi continuiamo a rimanere nel limbo del "Si.... ma... forse...no.... si....!", un limbo che si protrae e allo stesso tempo sta creando lunghi dibattiti.

Manca l'uomo forte al comando, il Ministro con delega allo Sport Vincenzo Spadafora, non me ne voglia, si è rivelato altamente inadeguato a ricoprire il ruolo, il suo balletto delle non-decisioni, ormai comincia a diventare leggermente comico, così come il suo voler scaricare il fardello per occuparsi di danza, palestre e piscine! Per carità, nessuno vuole sminuire questi sport, ma un Ministro dello Sport deve occuparsi di TUTTI gli sport a 360 gradi, senza alcuna preferenza. Finora le sue non-scelte sono state facilitate dalle decisioni altrui, dalla Pallacanestro, dalla Pallavolo, dal Rugby, e tanti altri, che hanno deciso in autonomia di non far ripartire la stagione, il calcio invece VUOLE ripartire ora sta al nostro Ministro scegliere, sta a lui prendere una decisione definitiva, invece di continuare a smentirsi ogniqualvolta dica una mezza verità.

Dopotutto, i problemi non finiscono con il semplice "Si" al riavvio del campionato, sorge poi la questione di come farlo ripartire: ognuno gioca nel suo stadio? Verranno "premiate" le regioni del sud con meno contagi e si giocherà solo li? La coppa Italia ripartirà? La nuova stagione, alla luce degli Europei 2020 spostati nel 2021, subirà variazioni o un aumento dei turni infrasettimanali? Le serie minori, alcuni decise a fermarsi, come si comporteranno con promozioni e retrocessioni? Insomma, la sfilza di domande è lunga e non basterebbe un articolo a elencarle tutte.

Nel frattempo la UEFA programma la Champions e l'Europa League, con ben 5 italiane ancora coinvolte, un "No" alla ripartenza farebbe sorgere il problema di dove far giocare le nostre squadre il proseguo delle competizioni. I club, sopratutto chi rischia di retrocedere o chi, nelle serie minori, rischia di perdere la promozione per cui ha tanto lottato , sono pronti a rivolgersi ai tribunali preposti , facendo presagire una lunga e calda estate nei tribunali.

Insomma, un caos calmo, un ossimoro vero e proprio, proprio come la Serie A 2019-2020 ai tempi del coronavirus!

Fonte: l'autore Mattia Polizza

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