Enrico Venditelli e quella buca al Giovanni Celeste

Il centrocampista ebbe i suoi anni più felici a Messina con Franco Scoglio che lo portò a giocare in serie B con i giallorossi

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(362 articoli pubblicati)
venditelli

Enrico Venditelli  ha oggi 61 anni (è nato il 21 marzo 1957 a Frosinone), per molti  è quasi un oggetto misterioso, un nome di cui non si sa assolutamente nulla.

Eppure, se il calcio dei social fosse esistito al tempo delle battaglie polverose dei campi del sud, sicuramente l'ala ciociara sarebbe divenuto un personaggio da copertina con milioni di follower.

Il suo nome è strettamente legato al calcio tutto cuore e gruppo di  Franco Scoglio e dell'Acr Messina degli anni 80 quando il "Giovanni  Celeste" ribolliva di entusiasmo con almeno 20000 spettatori a partita anche in serie C2

Numeri inarrivabili spesso, oggi, in serie A.  Si doveva andare allo stadio almeno due o tre ore prima, e l'appuntamento domenicale era la conclusione di una settimana di lavoro e il momento tanto atteso per sfogare la propria gioia, o rabbia.

Era un calcio senza tornelli, senza divisioni tra tifoserie, molto casereccio ma vissuto e combattuto con onore. Erano decisamente altri tempi, un epoca quasi arcaica di questo sport. Ma è stato un tempo di storie straordinarie.

Enrico Venditelli   allievo di Franco Scoglio, ha fatto parte di quel Messina che aveva in Totò Schillaci il suo terminale letale in avanti, ma non era solo quello.

Smessi i panni del calciatore si è trasformato in allenatore che ad oggi è   trapiantato e sposato a Sorrento, da allenatore ha guidato anche il Sorrento calcio negli anni difficili della ricostruzione dopo il fallimento, vincendo il campionato di Promozione nel 1993/94. 

L'ex giallorosso arrivò a Messina dalla Nocerina nel 1983 come rinforzo dopo la promozione dalla serie C2 firmata da Ballarò. Il suo ruolo era ala destra, le doti tecniche erano quelle che erano.

Dopo un  primo anno in C1 interlocutorio con salvezza all'ultima giornata, Enrico Venditelli sembrava destinato a partire anche perché nonostante il grande impegno i suoi piedi non proprio da fuoriclasse sfornavano cross degni anche del peggiore Jovenitti (che molti tifosi ricordano con un sorriso per i suoi criminosi tentativi di mettere palloni in mezzo che spesso finivano nelle case che stazionavano dietro il Celeste).

Ma Franco Scoglio, arrivato alla corte del neo presidente Massimino,  lo volle assolutamente trattenere, era la sua idea di calciatore soldato che obbediva a tutti gli ordini che gli venivano impartiti. La  squadra siciliana  all'improvviso esplose e che sfiorò la B al primo anno e la centrò il secondo.

Molti ricordano, i più vecchi, quella buca sulla fascia destra del terreno di gioco del Giovanni Celeste. Arata dalle finte (una sola a dire il vero, ma ci cascavano tutti) di  Venditelli, l'erba la non cresceva più.  E quello che per altri giocatori era un ostacolo, per il ciociaro era una opportunità.

Scoglio non ha mai rinunciato a lui, era il suo talismano e divenne amatissimo dai tifosi.

La maglia era a brandelli dopo ogni partita, ogni goccia di sudore era figlia di un lavoro oscuro e immenso.  Venditelli era l'imprescindibile sfogo e portatore d'acqua per giocatori eccezionali come Franco  Caccia, Beppe Catalano e Schillaci.

Era un altro mondo, e oggi Venditelli vive in modo molto ritirato in Campania e di lui si sa molto poco. Una persona che nello spogliatoio era molto attiva e importante, un elemento che cementava un gruppo monolitico poi, oggi si è un po stancato e ha staccato da mondo del calcio, che ama visceralmente ancor oggi.

In serie B giocò per un paio di stagioni,  fu tra i protagonisti del primo anno in cadetteria e poi il gruppo si sfaldò con Scoglio andato al Genoa e maturò un progressivo distacco. 

Il trasferimento al Campania Puteolana con la carriera chiusa a Sorrento determinarono il suo ritiro dalla scene calcistiche e un certo anonimato.

Ma Venditelli è stato un simbolo di quel gruppo di "meravigliosi bastardi" inventato dal compianto allenatore Franco Scoglio.

Ma questa è un'altra storia.

Giovanni Celeste
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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