Verona, caso Albertazzi: la dignità ed il rispetto prima di tutto

Michelangelo Albertazzi, ex giocatore del Verona, ha parlato del suo scontro con la società gialloblù, che ha portato alla causa legale e alla rescissione

di Sergio Camal
Sergio Camal
(42 articoli pubblicati)
US Sassuolo Calcio v Hellas Verona FC -

La dignità vince sui soldi, la verità vince su chi invece la vuole occultare. E' questo il caso di Michelangelo Albertazzi, ex giocatore dell'Hellas Verona, che ha vinto la sua personale causa legale contro la società gialloblù. Ma per capire perché si è arrivati a questo scontro, bisogna partire da un anno e mezzo fa, precisamente agosto 2016.

Il giocatore, in ritiro con la squadra, accusa un problema al ginocchio. Viene sottoposto ad una risonanza magnetica, ma sia il medico sociale che il direttore sportivo del Verona rassicurano il ragazzo sull'entità dell'infortunio. Il giocatore riprende ad allenarsi, però il dolore persiste e viene fatta un'altra risonanza, a Pavia, dove il referto parla di rottura totale del legamento crociato anteriore. Al che, il giocatore, ottenuti i risultati delle precedenti risonanze fatte a Verona dal dottore, che gliele aveva tenute nascoste, scopre che la società voleva "costringere" il giocatore ad allenarsi per motivi di mercato.

Estate 2017: il giocatore, a due giorni dal ritiro, viene a sapere dal procuratore che non verrà convocato per la preparazione (diritto che ogni giocatore sotto contratto deve avere). Da questo momento in poi, Albertazzi passa alle vie legali e viene reintegrato in prima squadra, dopo aver vinto una prima sentenza. Ma, di fatto, viene trattato come un corpo estraneo, allenamenti a parte, uno spogliatoio solo per lui, escluso da pranzi e riunioni tattiche. Tutto questo solo per aver rifiutato un trasferimento.

Il giocatore, insieme al suo avvocato, porta avanti la causa contro l'Hellas, che nel mentre ha cercato di convincerlo a bloccare la questione, offrendogli dei soldi. Alla fine, Albertazzi ottiene la vittoria anche nella seconda sentenza, ottenendo un risarcimento economico, oltre alla copertura delle spese legali e la rescissione del contratto.

Tutta questa situazione fa luce su come le società professionistiche, a volte, si comportino con i loro "dipendenti". E chissà quanti casi Albertazzi ci sono stati, ma sono stati insabbiati, in un modo o nell'altro. Grazie a Michelangelo, anche le persone esterne a questo mondo hanno potuto capire di cosa possono essere capaci le società di calcio al giorno d'oggi e del marcio che si nasconde dietro di esse.

Fonte: l'autore Sergio Camal

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