Va di moda la panchina made in Italy: solo la Roma la sceglie spagnola

Monopolio dei nostri tecnici alla guida della Serie A che conta

di Luca Sala
Luca Sala
(128 articoli pubblicati)
Brescia v Atalanta

Dalla capolista Juventus  a cascata assistiamo allo squadrone dei mister nati nel Belpaese chiamati a rifare grande il nostro calcio, con la loro eta' media decisamente bassa, a parte i sessantenni Gasperini, Ancelotti e Sarri .

Buon segno, direi, sotto tutti i punti di vista a patto che prevalga finalmente la ricerca del gioco migliore possibile in funzione dei giocatori e non si torni alla tattica esasperata per arrivare al risultato: il nostro limite da sempre, come direbbe Arrigo Sacchi.

Mi incuriosisce parecchio il Napoli di Carlo Ancelotti chiamato a dare il cambio al vertice ai bianconeri, profittando magari dell'anno di transizione o meglio in funzione della Champions League che diventa la prima scelta anche senza volerlo del corso nuovo di zecca assicurato da Sarri.

Ho parecchi dubbi che il buon Carletto ci riesca se e' diventato quello di Monaco di Baviera come del resto apparso anche alla sua prima stagione partenopea, sostanzialmente privo del vero nerbo del condottiero. L'unica speranza del popolo napoletano resta al solito la cabala che ha visto trionfare sotto il Vesuvio tecnici venuti dal Nord come Ottavio Bianchi o dal Centro come Bigon ,ma a scanso di equivoci dico che il vero artefice fu  uno venuto da molto piu' lontano o meglio dal Paradiso come Diego Armando Maradona, il 10  che  Lorenzo Insigne non potra' mai essere.

Un altro italianista convinto mi sembra proprio Inzaghi della Lazio al pari del redivivo granata Mazzarri, con il primo certamente vittorioso di trofei quanto baciato dalla buona sorte, mentre il sanguigno toscano dovra' alzare l'asticella del suo ottimo Toro a cominciare dall'Europa League.

Il Milan e' out per i primissimi posti cosi' come la Sampdoria  sebbene si siano affidate  a due ottimi allenatori come Giampaolo e Di Francesco, mentre Montella a Firenze rappresenta uno stucchevole deja -vu.

Quanto alla Roma non possiamo sapere cosa aspettarci, il nuovo mister iberico ad oggi e' conosciuto  ai piu' solo perche' ha lo stesso cognome dell'uruguagio Daniel Fonseca  che gioco' anche in maglia giallorossa, ma che potrebbe fare tranquillamente la fine di Luis Enrique.

Dulcis in fundo  con la premiata ditta Gasperini e Conte , in assoluto i  due migliori interpreti nostrani  del football  che si gioca in Europa , quello spinto a folle velocita' dai loro forsennati e indiavolati giocatori  , scelti  a immagine del loro allenatore inesauribile fonte di idee e schemi vincenti .

I giustamente esaltati tifosi di Atalanta e Inter si aspettano ovviamente il  massimo da loro, come e' giusto che sia per vincere finalmente qualcosa in casa orobica quanto per prendere la cima del Mondo in casa Suning, un po' come proclamato e fatto dal dirimpettaio Milan con l'avvento di Berlusconi e il mago di Fusignano.

Tornando al numeroso gruppo dei nostri diversi condottieri in panca, pretendiamo il meglio  possibile da ciascuno di essi perche' come per l'Italia di Roberto Mancini si torni una buona volta a realizzare  attraverso il bel l gioco e la fantasia il  sogno di vittoria di ogni tifoso,  adottando insomma l'unica ricetta possibile come insegnano le migliori formazioni internazionali e i loro valenti allenatori che ci sono giustamente riusciti.

Fonte: l'autore Luca Sala

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