L’Udinese di Nicola: le mosse del nuovo allenatore

Passaggio di consegne in Friuli, Velazquez saluta. Tutto ciò che bisogna aspettarsi da Nicola

di Gianmarco Puglisi
Gianmarco Puglisi
(24 articoli pubblicati)
Atalanta BC v FC Crotone - Serie A

Milletrecento chilometri. Questa la distanza percorsa in bicicletta da Davide Nicola nel 2017 dopo il miracolo sportivo di Crotone. La promessa era quella di partire dalla Calabria e arrivare nella sua madrepatria Vigone (To) se la squadra si fosse salvata. Un’incredibile vittoria con la Lazio all’ultima giornata lo ha messo in sella per il lunghissimo viaggio.

Cominciare a pedalare da Udine sarebbe molto più agevole, ma in Friuli la salvezza non è l’unico obbiettivo. La gente vuole tornare a vedere una squadra unita che lotta fino al 90° minuto, che faccia riemergere la friulanità che manca da fin troppo tempo. Lo spirito e il senso di appartenenza non possono che passare dalle idee e dalla produzione di un buon gioco.

Tante assenze, causa infortuni e sosta nazionale, non permettono al nuovo tecnico di preparare al meglio la partita. Conoscerà Lasagna, De Paul e il resto dei nazionali solo 3 giorni prima della sfida cruciale per rimettersi in corsa. Con la Roma all’esordio sarà probabilmente un'Udinese molto simile a quella vista in campo con Velazquez. Il 3-5-1-1 potrà però trasformarsi presto in un 4-4-2 più fedele alle idee di Nicola, idee che potranno essere trasmesse nel lungo termine ai giocatori

Quello che ha fatto vedere in Serie A non è un gioco spettacolare ma efficiente con tanta ampiezza per attaccare la profondità. In impostazione scavalca quasi sempre i centrocampisti centrali con lanci lunghi per evitare errori futili nella propria metà campo. Caratteristica che è mancata all’Udinese di Velazquez che, con il Milan, se pur avendo disputato una grande partita, ha incassato un goal al 97° per una disattenzione in ripartenza. Questo tipo di costruzione del gioco può suggerire degli interpreti che saranno quasi sicuramente prediletti per scendere in campo dal primo minuto. In difesa Ekong ha un ottimo piede ed è quindi perfetto per i rinvii che vuole l’allenatore, tra i pali in pole c'è Musso per lo stesso motivo. A centrocampo la fisicità è d’obbligo se si vogliono recuperare i palloni scaraventati in avanti: Mandragora giocherà sempre. Barak e Fofana si alterneranno per garantire anche uno sviluppo più tecnico e palla a terra. Lasagna è il titolare in attacco, la sua velocità affascina Nicola soprattutto contro le difese molto alte (vedi quella romana) che sono vulnerabili agli scatti in profondità. Di fianco a lui ci sarà De Paul ma all’allenatore piemontese piace giocare con il doppio "nueve". I nomi caldi per gennaio sono quelli di Kean e Falcinelli (ex pitagorico con Nicola) pronti a far scalare il talento argentino sulla fascia sinistra.

Milletrecento chilometri fanno un lungo viaggio… speriamo che la voglia e la professionalità di questo allenatore portino la sua avventura in bianconero ad essere altrettanto lunga!

Fonte: l'autore Gianmarco Puglisi

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