Il goal di Nuytinck: l’atmosfera in curva

L'emozione provata dai tifosi bianconeri dopo il gol in girata del loro difensore

di Gianmarco Puglisi
Gianmarco Puglisi
(24 articoli pubblicati)
Nuytinck in volo per il gol del 2-1

“Mi sono emozionato molto negli ultimi 20 minuti di partita: l’atmosfera dello stadio, la spinta dei tifosi, davvero meraviglioso. Li ringrazio tutti”. Non è un caso che Velazquez inizi a parlare in conferenza stampa proprio dei suoi tifosi, prima ancora che della squadra. Non è un caso parli di brividi, la curva non ha mai smesso di crederci, di cantare. Dopo l’1-0, dopo il 2-0, 10 secondi di silenzio di assestamento e poi tutti di nuovo uniti ad animare lo stadio, perché il calcio è uno sport imprevedibile in cui si può recuperare persino un risultato del genere con una squadra del calibro della Lazio. Ci vuole solo cuore e tanta buona volontà.

Forse è stata l’armonia dello stadio, forse il buon momento della squadra friulana o forse la precisione del cross di De Paul a convincere Bram Nuytinck ad alzarsi in aria coordinandosi perfettamente e tentare il colpo al volo in girata. Sta di fatto che la giocata gli è riuscita alla perfezione, fortunosa la deviazione di Badelj che indirizza la palla all’angolino e batte Strakosha. Tutto ciò sotto i propri tifosi.

E cosa può passare per la mente di un sostenitore che vede lo spettacolo a così pochi metri di distanza? Io, autore dell’articolo, ero lì e posso raccontarvi tutto questo. Dopo le due pere incassate nel secondo tempo in curva non si è mai respirata tensione, agitazione, ma solo voglia di rivalsa, di riprendersi la partita. Quello che conta davvero è quello, quando una squadra gioca bene e ci mette il cuore non c’è spazio per fischi e delusione. Dovevamo riprenderci la partita e dovevamo farlo insieme, noi e i giocatori. Gli unici fischi sono stati quelli intimidatori per gli avversari. All’euro-goal di Nuytinck non si è capito più nulla: tutti che si abbracciavano: padri e figli, amici… le emozioni che solo il calcio può regalare. Poi la disperata ricerca del pareggio, vanificata solo dall’ottima difesa biancoceleste, chiusa nella propria metà-campo. Chiuderli lì in difesa è stato motivo di orgoglio per l’Udinese.

Al fischio finale dopo i bu rivolti verso la squadra di Inzaghi, la curva acclamava i giocatori (con un “oooo”, n.d.r.) come se la partita fosse stata vinta. Li volevano lì sotto, a festeggiare con loro a ritmo di cori.  Un concentrato di emozioni. Sì Julio, le emozioni non le hai provate solo tu, ma tutti noi. C’era qualcosa di magico nell’aria e tu e la squadra ne siete stati gli artefici. Bravi, continuate così. Dopo molto tempo, torniamo a sentirci orgogliosi di essere friulani.

Fonte: l'autore Gianmarco Puglisi

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