Mazzarri-Toro, un connubio ideale

Dopo l’esonero di Mihajlović il presidente Cairo ha scelto il livornese come suo successore

di Ciro Balestrieri
Ciro Balestrieri
(52 articoli pubblicati)
Cambio allenatore

Da poche ore è stato annunciato l’esonero di Mihajlović da parte dei granata, non certo per colpa solamente del derby perso contro la Juve, ma per l’incapacità del serbo di far crescere la squadra dopo il primo anno di assestamento. Cairo ha concesso molto tempo a Sinisa per dargli la possibilità di fargli esprimere le sue idee calcistiche, ma dopo aver fallito con il Milan (obiettivamente è difficile per chiunque risollevare i rossoneri) l’ormai ex allenatore dei granata ha deluso le aspettative anche questa volta. Il Torino non è affatto una pessima squadra, ha dei buoni giocatori ed il livello tecnico complessivo è più alto rispetto alla maggioranza dei club di Serie A, pertanto aver ottenuto solo 5 vittorie in campionato è davvero un bottino misero e l’assenza del Gallo Belotti non può essere una giustificazione valida. Perciò il Torino ha scelto di cambiare allenatore puntando su Walter Mazzarri.

Attualmente ancora sotto contratto con il Watford, squadra allenata nella passata stagione, il tecnico di San Vincenzo ha tutte le caratteristiche per essere l’uomo giusto al posto giusto. Si perché Mazzarri ha dimostrato nell’arco della sua carriera di essere una ottimo allenatore facendo giocare molto bene tutte le squadre che ha allenato in Serie A con l’unica eccezione della parentesi all’Inter. Fu molto criticato per la gestione dei nerazzurri visti gli scarsi risultati ottenuti, ma gli sono state addossate molte colpe ingiustificatamente ed è stato usato come capro espiatorio dalla dirigenza per mascherare gli errori di mercato. Non a caso se si va a vedere cosa ha combinato Mancini il quale subentrò in pompa magna al suo posto si può constatare la pochezza dei risultati ottenuti, arrivando a finire la stagione più indietro in classifica di quanto l’abbia lasciata il predecessore e l’anno successivo dopo un grande inizio (con molta fortuna visti gli innumerevoli 1-0 striminziti) finì al quarto posto non centrando la qualificazione in Champions dopo gli ingenti investimenti di mercato della società. Mazzarri ha sempre fatto bene dovunque è andato, iniziando dal clamoroso campionato disputato alla guida della Reggina nella stagione 2006-2007 dove con ben 15 punti di penalizzazione riuscì a portare alla salvezza i calabresi per il terzo anno di fila.

Nella stagione successiva passò alla Sampdoria dove arrivò alla qualificazione in Coppa UEFA instaurando un ottimo rapporto con Antonio Cassano. L’anno dopo fece il grande salto arrivando sulla panchina del Napoli mettendo in mostra tutto il suo credo calcistico. Gli azzurri giocavano un calcio molto veloce ad alta intensità, non puntando sul possesso palla bensì sulle ripartenze sfruttando le doti di giocatori come Lavezzi e la vena realizzativa del Matador Cavani. I partenopei arrivarono di conseguenza anche in Champions League e superarono il girone al secondo posto mettendosi dietro compagini del calibro di Villareal e Manchester City allenato proprio da Roberto Mancini. Venne eliminato agli ottavi dal Chelsea dopo aver vinto in casa 3 a 1 contro i blues. Il Torino ha una rosa di tutto rispetto, con dei calciatori che ricordano un po’ proprio il suo Napoli, con una moltitudine di giocatori offensivi molto veloci dotati di una ottima tecnica, un goleador di razza lì davanti, un discreto centrocampo ed una difesa mediocre ma comunque non peggiore della maggior parte degli altri club in campionato. Con Mazzarri il Toro può sperare di nuovo di tornare in Europa, se non direttamente quest’anno dalla stagione successiva anche se si dovrà fare a meno del bomber Belotti. Con il tempo necessario potremmo finalmente vedere un Toro all’altezza di questo nome. 

Fonte: l'autore Ciro Balestrieri

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