Sprofondo Inter. Come si dice “vergognatevi!” in cinese?

Viaggio all'interno della crisi nerazzurra: l'Inter perde in casa contro il Bologna ed è caos.

di Giuseppe Colicchia
Giuseppe Colicchia
(36 articoli pubblicati)
FC Internazionale v Bologna FC - Serie A

Tifare Inter è sempre stata una sofferenza. Abbiamo attraversato momenti peggiori, è chiaro. Quest’anno però le aspettative erano alte, la rosa della squadra è di valore. Nonostante ciò, ecco che vediamo la nostra squadra imbattersi per l’ennesima volta in quel periodo di crisi post-feste: periodo che si sa quando inizia ma non si sa quando finisce. 

CRISI 

La parola “crisi” al giorno d’oggi ha una connotazione negativa. L’Inter è in piena crisi: "stato, condizione di particolare difficoltà o turbamento nella vita individuale o sociale" – dal dizionario. Etimologicamente, la parola crisi (dal greco krino) significa separazione, divisione. Divisione presente nella nostra squadra. Divisione nello spogliatoio: gente che vorrebbe andarsene altrove ma che è stata costretta a restare, gente appena arrivata che non ha ancora imparato i veri valori dell’interismo… E poi c’è il capitano e il caos creato dalla moglie per il suo contratto. Lamentele, malumori… e i risultati non arrivano. Divisione tra tifosi e giocatori: San Siro continua ad essere strapieno ad ogni partita, i tifosi però si sono stufati e sono arrabbiati. Di conseguenza pochi cori e tanti, tantissimi fischi. Se poi i calciatori non riescono a reggere la pressione e, al primo fischio proveniente dagli spalti, si destabilizzano e cominciano a sbagliare anche le cose più semplici, allora non sono da Inter.

CRISI DI RISULTATI

È crisi perché mancano i risultati. Il giudizio di un allenatore e di un gruppo si basa principalmente su questo. Se vedi la tua squadra vincere contro il Napoli, non riesci a capacitarti di come sia possibile che gli stessi uomini non riescano a vincere contro Torino, Sassuolo, Bologna, Parma, Chievo… Non c’è mica bisogno di Modric e Cristiano Ronaldo per vincere contro queste squadre! (con tutto il rispetto per loro).

CRISI REALIZZATIVA E DI GIOCO

Il dato preoccupante è quello relativo ai gol segnati. L’Inter è la seconda miglior difesa del campionato, dopo la Juventus, con un solo gol subito di differenza: 16 gol subiti su 22 partite. Si può essere la seconda miglior difesa ed essere in crisi? Si, eccome. I gol realizzati sono 31 contro i 46 della Juventus. Ok, basta fare il paragone con la Juventus perché è attualmente di un altro pianeta. Ma è ammissibile fare 0 reti in campionato nel 2019?! 0 reti giocando contro Sassuolo, Torino e Bologna, non certo tra le migliori difese della Serie A. Il Bologna non vinceva dal 30 Settembre: veniva da 7 pareggi e 7 sconfitte. Mihajlovic al posto di Inzaghi e finalmente i tre punti, a San Siro. Inammissibile.

È anche una crisi di gioco. L’Inter con Spalletti non ha mai avuto un grandissimo gioco. Il possesso palla è spesso dalla sua parte ma è un possesso palla lento, quasi sterile. Alla fine le azioni si sviluppano sugli esterni e si spera nel cross giusto per Icardi o per gli inserimenti dei centrocampisti (ad esempio Vecino). Quest’anno Nainggolan doveva rappresentare l’alternativa tattica che ti permettesse di penetrare l’area avversaria anche centralmente. Il Ninja continua a non essere nemmeno il lontano parente di quello visto alla Roma, Vecino si inserisce ma ogni pallone che calcia con i piedi va a finire in curva. Il numero 9 infallibile che avevamo, adesso non è più infallibile e il suo compagno di reparto, Lautaro Martinez, continua a sbagliare gol decisivi (PSV, Torino, Lazio, Bologna). Fa quasi ridere vedere che tra i migliori in campo di questa partita troviamo gente come Perisic, Dalbert e Ranocchia. Eppure è così. L’ingresso di Ranocchia come centravanti (quasi ad imitare i cambi Mourinhani con Materazzi o Samuel in attacco) non intimorisce l’avversario ma gli fa capire quanto sia disperato Spalletti. Ranocchia sarà anche limitato tecnicamente ma è un uomo vero. Ama la maglia e lotta per essa. Si accontenta della panchina e quando viene chiamato a giocare, anche se in un ruolo non di sua competenza, si fa trovare presente e crea il tiro in porta più pericoloso della partita. Bravo Andrea!

FC Internazionale v Bologna FC - Serie A
Fonte: l'autore Giuseppe Colicchia

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