Spalletti-Gattuso: due mister da confermare

Il tecnico di Certaldo impari dai suoi errori e chieda qualità nella rosa. Il calabrese centri gli obiettivi e pretenda massima fiducia dalla società milanista.

di Antonio Monaco
Antonio Monaco
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Giunti in prossimità della fine di marzo, quasi quando tutte le squadre, tracciano un bilancio sommario della propria stagione, a circa due mesi dal termine iniziano i tormentoni e i toto-allenatori che ci accompagneranno durante la pausa estiva.  La situazione delle due milanesi è oggetto di discussione ampia, tra coloro che vedono in Gattuso e Spalletti due certezze da consolidare e altri che sostengono l'esatto contrario e vorrebbero cambiare. Analizzando i vari aspetti delle due compagini, entrambe sono in linea con gli obiettivi stagionali che le vedevano nei pronostici degli addetti ai lavori in lotta per un posto Champions.

La rosa costruita quest’estate e messa in mano a Spalletti ha evidenti limiti che emergono chiaramente ogni qualvolta si legge la panchina dei nerazzurri: una serie di nomi che faticherebbero ad essere titolari in qualsiasi squadra di Serie A, spesso allungata dalla presenza dei Primavera, come si è visto nella recente eliminazione dalla Europa League. Tuttavia, grazie ad un avvio di stagione nettamente sopra le aspettative, l’Inter è riuscita anche ad attenuare gli effetti della crisi invernale (che l’ha vista spesso senza vittorie). La maggior parte dei meriti va attribuita a Luciano Spalletti: il tecnico di Certaldo è stato il valore aggiunto dei nerazzurri in questa stagione. Ha prima rivitalizzato l’ambiente, che veniva da un settimo posto, portandolo a una qualificazione nella massima competizione internazionale ed infondendo entusiasmo tra i tifosi. Ha responsabilizzato i calciatori (praticamente gli stessi della stagione precedente (Nainggolan non pervenuto); leggasi il caso Icardi, che ha fatto intendere a chiare lettere, che ora ad Appiano, vi sono regole che valgono per tutti, nessuno escluso. Ha poi dato un’anima alla squadra, che non si è mai lasciata andare, è sempre rimasta solida e difficile da battere. Ha (solo a tratti) anche dato un gioco a dei calciatori che, seppur sporadicamente, hanno saputo offrire prestazioni di alto livello. La poca qualità di cui lo stesso allenatore ha più volte parlato è quella che fa sì che prestazioni di alto livello arrivino con continuità e questo ai nerazzurri è mancato, forse anche per passare i gironi di Champions (unica e forse grande pecca, dopo una partenza sprint, in un girone obiettivamente di ferro). Ma se c’è una cosa che l’Inter non deve fare è cedere alla tentazione di un nuovo “anno zero”: da qualche parte bisogna pur ripartire e la stagione non è ancora finita. 

Sulla sponda rossonera, anche Ringhio Gattuso, merita assolutamente la conferma sulla panchina milanista. Dal suo arrivo sulla panchina rossonera i numeri sono tornati a crescere in ottica classifica e il sogno Champions sembra aver trovato possibilità di essere concreto. In Coppa Italia, il Milan, invece, ha raggiunto la  semifinale eliminando il Napoli di Carlo Ancelotti ai quarti di finale, e si gioca la finale con Lazio di Inzaghi nel ritorno di San Siro. Gattuso è un trascinatore e leader, che si spende tantissimo per la causa milanista ed è un uomo con gli attributi, che serve in una squadra giovane come quella milanista.Emblematica la sua presa di posizione, dopo la lite Kessie-Biglia, in occasione del derby perso domenica scorsa. La sua stigmatizzazione pubblica in conferenza stampa, riporta disciplina nel gruppo e manda un messaggio chiaro anche a tanti tifosi e tanti minori che praticano calcio. La sua conferma se la sta guadagnando partita dopo partitacon la speranza che la società creda davvero in lui e non lo sfiduci alle prime avversità.

Fonte: l'autore Antonio Monaco

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