Entrare nella leggenda del calcio italiano: firmato Fabio Quagliarella

Basterà timbrare il cartellino nel match contro l'Udinese per spodestare il primato appartenente a un'icona come Gabriel Batistuta

di Dario D'antoni
Dario D'antoni
(35 articoli pubblicati)
GENOA ITALY - JANUARY 21 Fabio Quagliar

Le storie più belle del calcio, italiano e non solo, vengono quasi sempre dalla provincia, termine che accomuna la zona di provenienza del protagonista. Mi viene in mente quella di Francesco Acerbi, nativo di Vizzolo Predabissi, piccolo comune di 4000 persone nel milanese, capace di giocare 149 partite consecutive tra campionato e coppe. Un risultato storico per il centrale difensivo della Lazio, che ha iniziato questo percorso al Sassuolo, e che ha dovuto abbandonare il pensiero di raggiungere la leggenda Javier Zanetti - che ne ha totalizzate 162 - per via dell'espulsione rimediata al San Paolo contro il Napoli nell'ultimo turno.

Ma la 21esima giornata del campionato 2018/2019 potrebbe essere ricordata a lungo da un calciatore che di cedere il passo agli anni che avanzano non ne vuole proprio sapere: sto parlando di Fabio Quagliarella, attaccante che probabilmente sta vivendo una seconda giovinezza in questa annata sinora magica per lui.

L'appuntamento con la storia è fissato sabato alle ore 18:00, stadio Luigi Ferraris di Genova: se Quagliarella dovesse andare in gol, si tratterebbe per lui dell'undicesima marcatura di fila in partite in cui è stato impiegato.

L'ultimo a riuscirci fu un certo Gabriel Batistuta, autentico ariete dell'area di rigore che in Italia verrà ricordato soprattutto dai tifosi della curva Fiesole di Firenze, per la striscia di gol realizzata nel novembre 1994. Un record lungo più di 24 anni, che adesso potrebbe crollare a causa delle gesta del bomber di Castellamare di Stabia. 31 Gennaio 1983: pochi giorni e saranno 36 gli anni che compirà il numero 27 e capitano della Sampdoria. Una vera e propria certezza del nostro campionato, che ha girovagato l'Italia facendo il suo mestiere, quello di dare il massimo e di segnare per ogni maglia indossata nella sua carriera.

Prodotto del settore giovanile del Torino, il bomber campano ha una lunga serie di ex squadre, alcune delle quali ha castigato più di una volta durante questi anni trascorsi in Italia. Mi preme sottolineare proprio questo: mai fuori dall'Italia, le motivazioni possono essere tante ma stiamo parlando di un giocatore forse sottovalutato dalle big della Serie A, nonostante vanti un anno nel Napoli e quattro nella Juve, unica squadra che gli ha concesso la gioia di diventare campione d'Italia.

Dal 2016 punta di riferimento e figura carismatica dello spogliatoio della Sampdoria, Fabio Quagliarella ha una ghiottissima occasione, ironia della sorte propria contra una delle sue ex squadre, l'Udinese che non sta attraversando uno splendido momento. A differenza dei doriani, che invece volano sulle ali dell'entusiasmo grazie ad una classifica che vede la zona Europa più vicina che mai, anche quella più nobile come la Champions. Un sogno chiaramente, che a Genova non vivono dai tempi della coppia d'oro Cassano-Pazzini, ma un Quagliarella così meriterebbe una cornice del genere prima di appendere gli scarpini al chiodo.

La serie di 10 partite consecutive in gol ha visto cadere sotto i suoi colpi le difese di Milan, Torino, Genoa, Bologna, Lazio, Parma, Empoli, Chievo, Juventus e Fiorentina. Una certezza per i fantallenatori, che da anni puntano su di lui ottenendo delle gioie anno dopo anno. Un calciatore che ci ha abituato a dei colpi "alla Quagliarella", segnando in tutti i modi possibili: da centrocampo, di tacco, al volo, in rovesciata. Un superuomo dell'area di rigore, giusto per citare un grande filosofo come Nietzsche. Con l'Udinese la certezza sampdoriana sarà la presenza dal primo minuto del capitano, che verrà supportato da Saponara e uno tra Defrel e il figlio prodigo Gabbiadini.

Lo stadio, i tifosi e i compagni saranno tutti dalla parte del 27 blucerchiato, pronto a scrivere il proprio nome nella leggenda del calcio italiano. Magari arriverà con una prodezza delle sue, chi può dirlo! E chissà che a Marassi non si faccia vivo anche Roberto Mancini: quale migliore regalo se non quello della maglia azzurra per un campione del genere?

quagliarella merita litalia
Fonte: l'autore Dario D'antoni

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