Troppi i rami secchi da potare in casa Inter caduta con la Sampdoria

Vidal, Kolarov e Sanchez, pupilli di Conte, hanno ingaggi spropositati ed ormai sono da considerare ex giocatori di alto livello: occorre cederli! Non Eriksen

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(400 articoli pubblicati)
Lautaro

"È stata una partita strana, ci siamo ritrovati dal rigore sbagliato all'uno-due della Sampdoria, che ci ha creato delle difficoltà. La squadra però stava facendo bene, ha creato tante situazioni per fare gol. A volte purtroppo capita di perdere delle partite pur dominando. Dopo il 2-0 non era facile, ci abbiamo comunque provato, ma non siamo riusciti": così Antonio Conte alla fine dalla gara persa sotto il diluvio universale a Genova contro la Sampdoria di Ranieri.

Un brutto stop, che è arrivato dopo una serie di campanelli d'allarme. La troppa frenesia e le scelte di mercato, costosissime, sono decisamente sotto accusa. E la sfortuna non c'entra: "Dovremo sicuramente analizzare le cose positive e quelle che non hanno funzionato, per cercare di migliorare. Al tempo stesso è stata una partita strana, come ho già detto. C'è stato grande impegno e grande voglia da parte dei ragazzi, però la dea bendata oggi si è dimenticata di noi".  

Antonio Conte, nonostante il gran numero di vittorie consecutive interrotte solo al Ferraris, è di nuovo sulla graticola.

Inutile raccontare la gara contro la Sampdoria, ne avranno scritto in tanti, quando sulle scelte e la disponibilità di una rosa ampia ma non totalmente competitiva. Il ripescaggio a sorpresa di Eriksen nel finale, entrato finalmente con il piglio giusto e nella sua posizione (ma non è bastato), conferma che alcune scelte sono da rivedere.

Vidal, bocciato dopo una serie di occasioni e prestazioni inguardabili, che ha dimostrato di essere un giocatore ormai agli ultimi fiati di una bella carriera è solo un esempio. Ingaggi clamorosi per giocatori inutili come Kolarov, anche lui chiaramente a fine corsa, e Sanchez, ormai l'ombra del campione che conoscevamo.

Sanchez, il cileno, ha un ingaggio assurdo e gioca a spizzichi e bocconi. Una riserva inutile e di lusso che non solo non incide, ma fa addirittura dei danni. Di sicuro andrebbe mandato via come Vidal e Kolarov, costi esorbitanti per una inutilità inaccettabile.

Non c'è il vice Lukaku, la difesa a tre fa acqua da tutte le parti, e non è possibile cercare di risalire la china dopo primi tempi, o parti di gara inaccettabili. Non sempre va bene, non sempre andrà bene è la cosa giusta da dirsi.

E' una Inter pazza che deve avere solo paura di sé stessa però: con un paio di innesti, tenendo Eriksen e giocando con meno frenesia si può comunque sognare di vincere il titolo.

Ma da una sconfitta come quella del Ferraris, che ha punito i nerazzurri con le rete degli ex Antonio Candreva e Keita Baldè, si devono trarre utili insegnamenti. 

Il taglio di alcuni rami secchi è necessario, per far respirare le casse sociali di una società che ha qualche difficoltà economica e che sta passando sotto il controllo di Jack Ma di Alibaba (miliardario svanito nel nulla, un nuovo mistero in salsa cinese). Fare chiarezza è importante anche dal punto di vista societario, per poi pensare di vincerlo questo benedetto (maledetto) scudetto!

Conte
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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