Roma, la Champions fra sogni e paure

In attesa della grande notte di Anfield Road, i giallorossi dovranno affrontare la Spal sul suo campo nell'anticipo di domani

di Nicola Coppola
Nicola Coppola
(9 articoli pubblicati)

Le grandi menti hanno coscienza delle difficoltà che la strada verso la gloria può riservar loro: per questo lavorano sempre ad una soluzione alternativa, che le faccia cadere in piedi.  In altri tempi, si sarebbe passati per pazzi anche solo a pensare che, per la Roma, il piano B potesse essere un buon piazzamento in campionato. Oggi no. Oggi la priorità della Roma deve essere la coppa dalle grandi orecchie, anche se nella Capitale in pochi hanno il coraggio di dirlo ad alta voce; perché, si sa, a dirle ad alta voce le cose belle non accadono. Eppure sono rimaste in quattro, solamente in quattro: da un lato del tabellone il Real Madrid, dodici volte campione d'Europa e ancora favoritissimo, e il Bayern Monaco, orfano di Manuel Neuer e Arturo Vidal, coi suoi uomini-chiave a fare i conti con un'età non più verde, ma sempre temibile per qualità ed esperienza; dall'altro lato, i capitolini sono attesi dal Reds di Klopp.

Roma e Liverpool sono due facce della stessa medaglia: l'allegra spensieratezza di chi è andato oltre le proprie possibilità e si è guadagnato la semifinale pur senza i favori del pronostico le accomuna, la storia europea le vede contrapposte. C'è di più, e non è niente di nuovo: l'unica grande chance avuta dai giallorossi di alzare la Coppa dei Campioni è sfumata proprio per mano del Liverpool nella maniera peggiore. In finale, in casa, dopo i tiri di rigore. Da quella notte drammatica per il tifo romanista sono passati quasi trentaquattro anni, calcisticamente un'eternità. Arde, però, anche nei cuori dei più giovani tifosi e addetti ai lavori un desiderio di vendetta sportiva probabilmente mai sopito: la Roma gioca per e contro la storia contemporaneamente. Storia rappresentata, nel suo piccolo,anche  da Mohamed Salah, fino a ieri l'altro uno di loro, oggi principale spauracchio per Manolas & co.

Già, oggi, perché, come ammesso da Di Francesco nel post-partita di Roma-Genoa, è terribilmente difficile non pensare al viaggio verso Liverpool. Ma, lo si voglia o meno, c'è da far tappa in una città a oltre 1200 miglia da Liverpool prima: a Ferrara la Roma si gioca il suo piano B. Per avere la possibilità di vivere notti come quella col Barcellona anche il prossimo anno, perché non sia stata soltanto vana gloria passeggera, perché, soprattutto, le grandi menti dimostrano fiducia e umiltà al contempo. E potranno anche cadere, Eusebio, ma il come lo decidono loro. 

Fonte: l'autore Nicola Coppola

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