Roma è un punto che ti serve a poco

Finisce in parità la sfida del Franchi. Giallorossi furiosi per un rigore inventato dall'arbitro Banti, i problemi però son ben altri per Di Francesco

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(39 articoli pubblicati)
ACF Fiorentina v AS Roma - Serie A

La Roma non sa più vincere. Terza partita consecutiva senza successi per i giallorossi. Il match con la Fiorentina sembra un film già visto in altre occasioni, con la squadra che gioca un buon primo tempo, va sotto al primo svarione difensivo, e sparisce nella ripresa, incapace d'imbastire una reazione convincente ed efficace.

Questa volta ci si mette di mezzo anche un errore clamoroso dell'arbitro Banti. Succede tutto al minuto 40. Florenzi, preso da un attimo di follia, fornisce un perfetto assist a Simeone, che tuttavia sbaglia il primo controllo, la palla gli schizza via, e l'attaccante argentino anziché virare in direzione del pallone tira dritto su Olsen, che non lo tocca assolutamente, ed anzi si prende anche un bel calcione sul volto. Tutti si aspettano la punizione a favore della Roma ed anche un giallo per il giocatore della Fiorentina, invece, nell'incredulità generale di tutti, anche degli stessi giocatori viola, l'arbitro indica il dischetto del rigore, non ritenendo neanche necessario il consulto con il VarVeretout ringrazia e trasforma la massima punizione, permettendo alla Fiorentina di chiudere il primo tempo in vantaggio, in maniera immeritata, tra l'altro, visto che i giallorossi avevano avuto il predominio del gioco, ma anche l'incapacità di capitalizzare tale superiorità, sbagliando, come spesso capita, le occasioni create.

Ci si aspetta una ripresa arrembante e con una reazione furiosa, visto anche il torto subito, ed invece la squadra di Di Francesco, ancora una volta, gioca un secondo tempo scialbo ed opaco. La Fiorentina trascorre una ripresa di assoluta tranquillità, e il suo portiere Lafont, è impegnato solo da un tiro dalla distanza di Zaniolo. Anzi è proprio la squadra di Pioli che rischia seriamente di raddoppiare e di chiudere il match, ma Simeone si addormenta, e non sfrutta un assist al bacio di Chiesa, che dopo una splendida incursione nell'area giallorossa, regala al compagno un facile pallone che doveva solo essere spinto in rete per i più facili dei gol. Neanche questo scampato pericolo scuote la Roma, che continua a giocare sotto ritmo e con una manovra lenta e prevedibile. Il pareggio dei giallorossi, infatti, giunge paradossalmente inaspettato e a sorpresa, con Florenzi che si fa perdonare l'erroraccio del primo tempo, ribadendo in rete una corta respinta del portiere viola, su un traversone di Kolarov. Potrebbe essere il classico episodio che cambia l'inerzia di una partita, ci sarebbe anche il tempo per andarsi a prendere l'intera posta, ma nei 10 minuti finali (recupero incluso) anziché assistere ad un assalto dei giallorossi, la partita si spegne definitivamente senza sussulti.

Una grande squadra non si vede solo dalla caratteristiche tecniche dei suoi giocatori, ma anche da quelle caratteriali, e la Roma, da questo punto di vista, deve crescere molto. Troppe volte risulta incapace di reagire alle avversità ed agli episodi negativi che le si presentano durante le partite. Raramente l'abbiamo vista dominare nel gioco un avversario per tutta la durata di un match, anzi troppo spesso questa squadra esce dalle gare in maniera inspiegabile, continuando così a disperdere punti preziosi lungo il cammino, con il risultato che oggi la zona Champions è letteralmente un miraggio. Che non diventi dunque assolutamente un alibi l'episodio del rigore. Nascondersi dietro a questo torto subito farebbe ulteriori danni.

Serve una veloce sterzata radicale per riprendere il cammino ed inseguire perlomeno il quarto posto, ultimo piazzamento utile per non rimanere fuori dall'Europa che conta la prossima annata. Ed è proprio in Champions che la Roma può togliersi una piccola soddisfazione in questa travagliata stagione. Vincendo mercoledì in Russia contro il Cska, i giallorossi staccherebbero il biglietto per gli ottavi di finale con due giornate d'anticipo. Di questi tempi, sarebbe già un bel traguardo.

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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