Roma, contro il Chievo tre osservati speciali

Karsdorp, Pastore e Schick cercheranno di riscattarsi nel lunch-match domenicale

di Luca F
Luca F
(41 articoli pubblicati)
Javier Pastore

Forse la prima sosta di campionato, Eusebio Di Francesco, se l'aspettava  semplicemente con qualche punto in più. Così non è stato, soltanto quattro in tre partite per la sua Roma, con più di qualche boccone amaro mandato giù e tante soluzioni da trovare al più presto. Problemi che hanno portato l'allenatore Abruzzese, fresco di compleanno, a rinunciare persino ad un summit europeo, a Nyon, con i principali coach che prenderanno parte, assieme alle loro squadre, alla prossima Champions League. Troppo complicato mandare avanti Trigoria senza di lui, meglio sfruttare ogni giorno per capire al meglio le potenzialità della squadra e dei nuovi giovani, felici del momentaneo spazio concesso dai 13 nazionali partenti. Proprio per questo il 6 settembre è stata organizzata l'amichevole contro il Benevento, partita che ha portato forse più domande che risposte. Se da una parte c'è da ammettere che la massiccia presenza di giocatori primavera in campo non ha permesso di fornire risultati attendibili, dall'altra alcuni osservati speciali (Karsdorp, Karsdorp e Coric) hanno potuto quantomeno aggiungere minuti nelle gambe. Soltanto questo. Tre brutte insufficienze hanno marcato la loro prestazione impalpabile e priva di valore, ma se il tempo è dalla parte di Coric, per Pastore e Karsdorp sbagliare il meno possibile e tornare competitivi deve essere un'obiettivo prioritario. 

Particolare la situazione del terzino: Florenzi di ritorno dall'infortunio non giocherà la prossima partita e la poca sicurezza dell'Olandese mostrata contro il Milan non ha fatto certo una buona impressione. Karsdorp è ancora all'inizio, ma sarà uno dei giocatori su cui Di Francesco insisterà di più in questa stagione; dovrà farlo giocare ad ogni costo, valorizzare l'investimento a costo di spostare Florenzi in avanti (si potrebbe pensare ad un posto al centrocampo per il romano, a causa delle tante difficoltà incontrate dalle mezzali). Un simile percorso toccherà anche a Schick, nei confronti del quale la pazienza sta scemando (il suo approccio alle partite e la convivenza con Dzeko stentano a decollare, per non parlare dello scarso feeling con il gol), ma si ritroverà in campo praticamente finché non dimostrerà di ritrovare i colpi mostrati alla Samp, per diktat della società. 

Pastore invece delude da quattro partite. Soltanto un gol di tacco contro l'Atalanta (acrobazia che deve molto alla sorte) ha momentaneamente cambiato la rotta del suo declino. I ritmi del campionato Italiano non gli sono ancora tornati nel sangue; sulla condizione fisica restano tanti dubbia, sembra quasi che giochi con il freno a mano tirato, per non parlare della posizione che l'allenatore gli ha affidato: prima mezzala, poi esterno d'attacco poi trequartista. Senza alcun dubbio è quest'ultimo il ruolo prediletto dall'Argentino; mappando la posizione ricoperta nelle prime giornate di Serie A i suoi spostamenti hanno naturalmente proteso verso la lunetta dell'area di rigore. Esperimenti che il tecnico ha tentato ma che non sono riusciti; alla ripresa, contro i Chievo tre osservati speciali dovranno dimostrare di cambiare rotta: il tempo dei giochi è finito. 

Fonte: l'autore Luca F

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