I cambi di Conte costano cari all’Inter che si fa beffare dalla Roma

I nerazzurri sono apparsi, a tratti, come di un'altra categoria: ma le scelte del suo tecnico, difensiviste e incomprensibili, sono state pagate carissimo

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(400 articoli pubblicati)
Hakimi

Alla fine vi racconterà una favola dicendo: "Io alleno i giocatori tutti i giorni e ho fatto i cambi perché so le loro condizioni, non l'ho fatto per indebolire la squadra e voi, come sempre, non capite nulla di nulla."

Non è un anacoluto, ma parlo chiaramente di Antonio Conte, principale responsabile dei due punti persi all'Olimpico di Roma con i giallorossi.

Sostituzioni inaccettabili, incomprensibili dal punto di vista tattico se non perché votati a crearsi un problema, chiudendosi in difesa con un avversario completamente inferiore.

Premettiamo subito: il pareggio della Roma nel concitato finale, con la spalla acrobatica di Mancini abile a beffare Handanovic, come sempre una sciagura tra i pali nerazzurri (nell'ultimo periodo), è meritato! La squadra di Fonseca è però chiaramente inferiore all'avversario che paga per colpe e scelte autarchiche, e non per la esaltante prestazione dei padroni di casa.

L'Inter è apparsa, per lunghi tratti, chiaramente di un'altra categoria rispetto alla Roma: ha creato e sprecato molto, fatto vedere moltissimo in avanti e solo due grandi parate di Pau Lopez hanno impedito altre dimensioni di risultato.

Eppure a fine primo tempo la squadra di casa è passata con un rasoterra deviato dal limite di Lorenzo Pellegrini: Handanovic si è solamente seduto a vedere entrare un pallone né imparabile, né forte. Il problema del portiere va affrontato con severità in casa Inter, e non derubricato a giornata storta. Capitan Samir sembra in chiaro declino da settimane, svagato e distratto, con un vero secondo portiere in rosa andrebbe sicuramente accantonato!

La squadra di Conte però non ha meritato il passivo e ha giocato meglio dell'avversario, sembrando a tratti irresistibile: ha solo peccato in fase di conclusione.

Nella ripresa la pressione degli ospiti è sembrata insormontabile per i giallorossi che hanno subito prima il pareggio di Skrinar e poi la prodezza di Hakimi: quest'ultimo giocatore eccezionale, un grandissimo acquisto, irrinunciabile per i meneghini.

Non c'era più partita quando è arrivato il "capolavoro" di Antonio Conte: cambi assurdi, retrocessione del baricentro senza motivo, perdita del pallino di gioco. Sostituire Lautaro Martinez, abile a tenere palla e sempre pericoloso, con il fantasma di Perisic il primo errore.

Da matita rossa l'errore di inserire Gagliardini al posto di Vidal, ancora una volta un fantasma inaccettabile in campo, e non Sensi: le passeggiate dell'ex atalantino con le sue uniche giocate disponibili, far fallo o cercare di farlo, hanno fatto perdere compattezza al centrocampo.

Da codice penale il cambio di Hakimi con Kolarov, una sorta di autocastrazione calcistica: l'esterno, migliore in campo e formidabile in contropiede, sostituito da un ex giocatore che non andrebbe più considerato abile ed arruolabile.

Risultato? Il pareggio dei padroni di casa, dopo 5 minuti di follia difensiva dei nerazzurri, capaci di prendere ancora una volta due reti in una singola partita: e con questi numeri lo Scudetto non si potrà vincere! Lo dice la storia, lo dicono i numeri degli ultimi anni, lo dice la sensazione.

Una mentalità, quella di Conte, che incide: con il suo calcio vecchio e antiquato, con la mentalità tutta italiana del catenaccio versione moderno, sulle prestazione di una compagine che in realtà è molto più forte della classifica che ha: quindi sarebbe da titolo!

Ma l'errore è sempre quello: a parte i cambi, giocare solo 30 minuti della partita a mille allora non basta per vincere. E la difesa è sempre mal protetta.

Fonseca, dal suo lato, non ha brillato per impostazione ma ha guadagnato un punto soprattutto per la dabbenaggine del tecnico ospite: questo deve fare riflettere i dirigenti nerazzurri, per non sprecare l'occasione di vincere un titolo che è ampiamente alla portata dell'Inter.

Lautaro
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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