Roma, il mercato ti toglie le Ali(sson)

Monchi ha sostituito con delle incognite i pilastri su cui era stata edificata la Roma nel ciclo "sabatiniano".

di Roberto Rossi
Roberto Rossi
(30 articoli pubblicati)
AS Roma v Chelsea FC - UEFA Champions Le

Monchi ha chiuso la Roma nella scatola, insieme al gatto di Schrödinger. Intorno al mercato dei giallorossi c'è il solito entusiasmo estivo e grande fiducia nell'operato del direttore sportivo e, francamente, si fa fatica a comprenderlo.

Al suo secondo mercato estivo, Monchi è ad un passo dal radere al suolo tutti i pilastri che reggevano la squadra del ciclo sabatiniano, restano in piedi solo Manolas e Dzeko, e solo perché non hanno accettato le squadre a cui erano stati destinati, rispettivamente Zenit e Chelsea -. Considerando che ai due qualche golletto importante nella passata Champions League è capitato di realizzarlo, e che su quel traguardo poggia gran parte della fiducia che la piazza ripone nelle scelte del ds, possiamo immaginare cosa ne sarebbe stato se il suo disegno si fosse realizzato. 

Via Rüdiger, Salah, Emerson Palmieri, Nainggolan ed ora Alisson, le cui parate avevano reso oro i pochi gol ralizzati in una stagione nella quale i sostituti non si sono dimostrati all'altezza dei predecessori e il cambio di modulo ha riportato il Ninja ad uno stadio precedente a quello di temibile trequartista d'assalto, sbucato fuori dalle intuizioni di Spalletti.

Ed ora Di Francesco si prepara a replicare l'errore, anzi a far peggio con Pastore, chiamato contemporaneamente ad essere la fonte del gioco della nuova Roma e a farlo da una posizione non congeniale. Bisogna inoltre tenere in considerazione che non è arrivata una stella del PSG, ma un talento in cerca di rilancio.

Nonostante le numerose ali già in rosa, pare che l'obiettivo principale sul quale Monchi cercherà di reinvestire una parte considerevole dei 62,5 milioni (più bonus fino ad un massimo di 10) incassati da Alisson su un altro esterno offensivo, Malcom, e questo spiega meglio di mille parole quanto nel club siano convinti di aver trovato adeguate alternative al Salah ammirato a Liverpool.

"l'ottimismo è il profumo della vita", ci gridava Tonino Guerra in un famoso spot, però non può essere ciecamente acritico: come nel paradosso del famoso scienziato austriaco, oggi la Roma si trova in uno stato indeterminato, che la vede allo stesso tempo più debole e egualmente o più forte rispetto allo scorso anno, fino all'apertura della scatola.

Fonte: l'autore Roberto Rossi

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