Rafael e lo Spezia hanno voglia di esserci

Il portiere brasiliano da poco arrivato nel club ligure contro l'Udinese ha vissuto una serata magica

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(130 articoli pubblicati)
Udinese Calcio v Spezia Calcio - Serie A

A volte è possibile che la chiave di lettura di un particolare momento della vita  di ognuno di noi possa essere racchiusa anche semplicemente nel titolo di un libro. 

Per Rafael de Andrade Bittencourt meglio conosciuto come Rafael, portiere classe 1982 appena ingaggiato dallo Spezia Calcio, tale sintesi potrebbe esprimersi nell'opera di Tiziano Terzani "La fine è il mio inizio".

Già perché riascoltando le parole del calciatore brasiliano subito dopo la partita vittoriosa dei liguri sul campo dell'Udinese (primo successo in serie A nella storia degli aquilotti) quello che emerge è un profondo senso di empatia come sempre avviene quando al professionista del pallone si sostituisce l'essere umano facendo emergere quel sentimento di commozione dopo gli anni trascorsi a Cagliari passati per la maggior parte a vedere il campo dalla panchina e i 38 anni compiuti da qualche mese a dire che forse la fine (della carriera agonistica) sarebbe stata oramai vicina se non addirittura imminente; ma come spesso accade, la vita sa essere imprevedibile ed ecco così arrivare in pochi giorni il trasferimento in Liguria e come se non bastasse l'esordio contro la squadra di De Paul e compagni da subentrato al posto del titolare Zoet complice un infortunio di quest'ultimo.

Prima ci sono state le belle parate sulle conclusioni dei friulani (come quella del giovane Ouwejan) a salvaguardare il goal del vantaggio ospite e va detto come tutto questo già potrebbe bastare per instillare nuova linfa ed entusiasmo nel numero uno spezzino invece ecco arrivare la "traiettoria" che non ti aspetti lucida e pulita solo come la "folle speranza" sa esserlo. 

Siamo al quarto minuto di recupero del match quando Rafael blocca un pallone vagante in area a terra e prontamente esegue un rilancio con i piedi dalla precisione chirurgica che finisce in maniera dolce e perfetta sui piedi di Galabinov appostato appena poco dopo il cerchio di centrocampo, l'attaccante bulgaro è solo visto lo sbilanciamento dei friulani in cerca del pareggio e altro non può fare che galoppare indisturbato verso la porta dei padroni di casa per siglare il raddoppio. A nulla vale il tentativo di opporsi da parte di Musso (portiere dell'Udinese) e così ecco che il due a zero diventa realtà. Gioco, partita, incontro. La prima storica vittoria dello Spezia in serie A è così realtà lucente.

In tutto questo l'estremo difensore brasiliano siamo sicuri avrà provato brividi d'emozione pura nel rivivere mentalmente gli ultimi anni di carriera così avari di soddisfazioni sportive cancellati d'improvviso in pochi minuti di gioia stordente.

Eugenio Montale scriveva che "la vita oscilla tra il sublime e l'immondo" e tutto ciò è sentimento tangibile per ognuno di noi ma mercoledì sera allo stadio Friuli di Udine per Rafael siamo sicuri che l'esistenza abbia segnato un momento di sospensione da questa eterna lotta e che da una fine possibile sia sorto un nuovo inizio.

Udinese Calcio v Spezia Calcio - Serie A
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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